Inter, sì di Paredes già in estate: scambio saltato. Eriksen? Operazione perfetta per 2 motivi

Il centrocampista argentino è sempre un obiettivo dei nerazzurri

di Alessandro De Felice, @aledefelice24
Leandro Paredes, PSG

Un desiderio che arriva da lontano. Antonio Conte e Leandro Paredes potevano incrociare le loro strade già in passato, nell’estate di qualche anno fa. Correva l’anno 2016 e il tecnico leccese inserisce il centrocampista argentino, in uscita dalla Roma, nella lista della spesa del suo Chelsea, a poche settimane dal suo arrivo.

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Paredes si è formato ad Empoli, quando Giampaolo lo ha trasformato in regista anomalo: “Duro nella fase di non possesso e lucido in impostazione. L’arma migliore? La capacità di ribaltare immediatamente l’azione, di andare subito a verticalizzare sulle punte” sottolinea La Gazzetta dello Sport. Proprio le caratteristiche che cerca Conte per la sua Inter, che sembra aver ritrovare le vecchie certezze ma che ha bisogno di un regista vero, più giovane e con esperienza internazionale, al posto di Brozovic, adattato in quella posizione.

L’intesa tra Inter e Paris Saint-Germain potrebbe essere trovata sulla base di uno scambio con Christian Eriksen. L’argentino è arrivato a Parigi nel 2019 per 40 milioni dallo Zenit e uno scambio alla pari con Eriksen permetterebbe al club nerazzurro di realizzare una plusvalenza da 5 milioni di euro. Ma non è escluso che i due club valutino anche di più i cartellini. A livello salariale, l’Inter potrebbe risparmiare i 7,5 milioni netti a stagione più ricchi bonus percepiti da Eriksen e approfittare del decreto crescita con incentivi per Paredes, che al momento guadagna 5,5 milioni netti.

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Le parti stanno già lavorando con grande cautela ma, per la Rosea, c’è ottimismo. Il quotidiano rivela anche un retroscena: “Inter e Psg, infatti, avevano trovato un’intesa negli ultimi giorni per lo scambio Paredes-Brozovic, saltato per la differenza di ingaggio tra i due. Ma Paredes aveva detto sì all’Inter con entusiasmo. Con tre mesi di ritardo, quel sì potrebbe trasformarsi in firma“.

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