Sole 24 Ore – Inter, la struttura Suning è già cosa di ieri: ecco perché hanno alzato bandiera bianca

Il quotidiano economico analizza il progetto del colosso cinese, che ora ha avuto una brusca frenata a causa delle imposizioni del governo di Pechino

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Non si placano e, anzi, si fanno sempre più insistenti le voci in merito ad un addio di Suning all’Inter dopo soli quattro anni e mezzo. Il colosso cinese è infatti alla ricerca di un partner economico, ma non esclude nemmeno l’ipotesi di una cessione dell’intero pacchetto del club. E il Sole 24 Ore analizza il progetto di Zhang, che però è incappato in una brusca frenata a causa delle limitazioni del governo di Pechino: “La famiglia Zhang di Suning è sbarcata a Milano con l’intento (dichiarato) di costruire in primis un progetto sportivo. Senza limiti di ambizioni. Certo per far vincere di sponda anche il brand Suning. Un planning “made in goal” di Lukaku & soci, di coppe da alzare al cielo che oggi, causa pandemia, zero introiti dal botteghino, contrazione del mercato, chiusura dell’esercizio al 30 giugno 2020 con perdita pari a 102,4 milioni (diminuzione dei ricavi di 45 milioni), non sembra più facilmente percorribile.

Dal governo di Pechino l’invito-diktat è quello di contenere le perdite. Disinvestire nelle piattaforme sportive. Da lì non se ne esce. E così, anche se l’Inter rappresenta una quota-parte molto bassa nella galassia Suning, è anche (se non soprattutto) la perdita di competitività sportiva, l’interruzione di un progetto di grandeur calcistica, a far voler alzare bandiera bianca e non più nerazzurra all’azienda di Nanchino. Non a caso alla ricerca di un partner per il rilancio (BC Partners in pole), o addirittura di un nuovo proprietario (qui tutte le domande e le risposte sulla trattativa). Perché una struttura come quella cinese, persino familiare, legata a sovranità e cultura nazionali, non trasversali, oggi è cosa già di ieri”, si legge.

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