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Troppa Inter all’Arechi: basta il pilota automatico per scrivere la storia

Troppa Inter all’Arechi: basta il pilota automatico per scrivere la storia

L'analisi di Fcinter1908.it su quanto accaduto ieri sera allo stadio Arechi nell'anticipo della diciottesima giornata di campionato

Daniele Vitiello

Il risultato è massimo, lo sforzo nemmeno pervenuto. All'Inter è bastato il pilota automatico per agguantare i tre punti all'Arechi e accelerare in vetta. L'anticipo del venerdì di Serie A non ha nascosto insidie per la squadra di Simone Inzaghi, troppo più forte dell'avversaria e troppo concentrata sui propri obiettivi per scivolare sulla classica buccia di banana. I nerazzurri si godono ora un weekend in poltrona, dalla quale assisteranno con calma ed interesse agli sviluppi di Atalanta-Roma e Milan-Napoli. Il giro di boa è dietro l'angolo e l'ipoteca sul titolo di campioni d'inverno, che pesa il giusto, è nelle mani dei campioni d'Italia.

La tensione è tutta all'esterno dell'impianto, con l'assurda iniziativa di alcuni delinquenti che, approfittando del malessere della piazza campana per le note vicende societarie, si sono palesati nei pressi dell'ingresso della tribuna con spranghe e fumogeni per scagliarsi contro qualsiasi cosa e chiunque gli capitasse a tiro. Situazione (testimoniata dalle immagini raccolte da FCINTER1908.IT) per fortuna sedata in pochi minuti dal pronto intervento delle forze dell'ordine. In campo non c'è praticamente stata gara, assecondando il solco profondo scavato da classifica e momento di entrambe le formazioni. Sugli spalti, invece, la solidarietà della curva nerazzurra attraverso uno striscione ai dirimpettai granata.

Sembrava tutto scritto, ma non c'è nulla di banale nel percorso netto dell'Inter fino a questo momento. Le avversarie annichilite non si contano più, i gol fatti sì e portano ad un record mai raggiunto prima. Nell'anno solare, infatti, i nerazzurri hanno siglato (e anche superato) per la prima volta quota 100 reti. Merito di Conte, che ha dato mentalità e organizzazione alla squadra, ma anche ovviamente di Simone Inzaghi, che ha iniettato fiducia e una visione più offensiva. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: l'Inter gioca sul velluto, ma soprattutto si diverte a disegnare calcio nello stretto e negli spazi, disorientando il nemico. E questo è il vero segreto.

 

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