L’analisi di Tuttosport dopo il pareggio per 2-2 dell’Inter a San Siro contro il Bologna. Vanno in vantaggio gli ospiti, poi la ribaltano i nerazzurri e nel finale arriva il pari definitivo. Ecco quanto evidenziato dal quotidiano, che cita anche… Massimiliano Allegri, ex allenatore della Juventus.


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TS – Inter, Bologna ancora indigesto: altra seduta dal dentista. E come dice Allegri…
“A San Siro il Bologna è sempre indigesto per l’Inter. Un anno fa - quando ad allenarlo c’era Thiago Motta - i rossoblù estromisero la squadra di Simone Inzaghi dalla Coppa Italia e bloccarono i nerazzurri (2-2) in campionato, lo stesso risultato di ieri sera dove, contro un avversario ben più strutturato rispetto al Venezia, è stata messa a nudo la pochezza dei sostituti di Calhanoglu e Mkhitaryan. Nel calcio, come ama dire Massimiliano Allegri, ci sono categorie e Asllani è lontanissimo dall’essere una controfigura del turco, mentre Zielinski è un giocatore dal grande passato che però già nell’ultima stagione a Napoli aveva mostrato di aver imboccato la parabola discendente. Effetto collaterale del pari con il Bologna pure il fatto che il Napoli sia matematicamente campione d’inverno: l’Inter, anche vincendo a Firenze, potrebbe al massimo appaiare la squadra di Antonio Conte.
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Che per l’Inter quella col Bologna sarebbe stata una seduta dal dentista si è intuito tempo nove minuti, quando Sommer si è dovuto superare per deviare sul palo il tiro di Moro toccato da Bastoni. Neanche il tempo per metabolizzare lo spavento, che è arrivato il gol di Castro, un rapace a prendere il tempo a De Vrij deviando alle spalle di Sommer un tiro del solito Moro. Gol non banale, un po’ perché il nome dell’argentino popola da mesi i dossier degli 007 di Ausilio, un po’ perché in campionato l’Inter non incassava una rete dal 6 dicembre (peraltro un autogol, di Darmian, con il Parma sempre al Meazza) e dal 10 novembre (avversario il Napoli) non andava in svantaggio. Imbarazzi, quelli dell’Inter, legati anche alle marcature sulla dorsale destra: Inzaghi ha abbassato Dumfries su Ndoye stringendo Darmian (che, andando sullo svizzero, sfilacciava la difesa). Mossa che ha dato linfa alla rimonta nerazzurra che si è materializzata già prima della fine del tempo grazie alla rete di Dumfries (14° difensore nerazzurro ad andare a segno in campionato, un record) e al gran gol di Lautaro Martinez, innescato da Dimarco dopo l’apertura di Zielinski, nell’unica cosa buona della sua partita.
Il Bologna - nonostante rispetto alla gara con la Roma Italiano avesse cambiato cinque giocatori (due quelli fatti ruotare da Inzaghi, ovvero Thuram per Taremi e Dimarco per Carlos Augusto) non si è minimamente fatto condizionare dalla rimonta subita e ha continuato a fare gioco nelle metà campo avversaria anche a costo di lasciare terreno agli avversari in ripartenza. Lì è un po’ mancata l’Inter che ha sfiorato in un paio di occasioni il tris (la più pericolosa, una punizione di Dimarco terminata a lato di un nulla) ma non ha mai dato realmente la sensazione di poter far pendere definitivamente la gara dalla sua parte. E infatti, non a sorpresa, si è materializzato il 2-2 degli ospiti, grazie a Holm, servito da Orsolini con la complicità di Dimarco (12ª rete subita dai nerazzurri in casa, già una in più rispetto alla scorsa stagione). Inzaghi con i cambi ha provato a riprendere la partita ma, in certe notti un po’ così, è anche importante non perdere e l’Inter ha comunque mosso la classifica mantenendo viva la scia di risultati positivi germogliata dopo il ko nel derby del 22 settembre (da allora in Serie A sono arrivate 11 vittorie e 3 pareggi). Domenica con l’Empoli ritornerà in mezzo al campo quanto meno Mkhitaryan e già questo, fa pensare positivo.
Di tutt’altro umore rispetto agli interisti Italiano che - giustamente - a fine partita mostrava il sorriso delle grandi occasioni: «Finalmente siamo riusciti a tenere botta nei minuti finali rispetto a gare precedenti, senza rischiare nulla. Abbiamo aggiunto un bel punto alla nostra classifica dopo una bella prestazione. È sempre un motivo di orgoglio uscire da San Siro con un punto. Raggiungiamo quota 30 punti, era il nostro obiettivo». Già e chi c’era, si è divertito anche grazie al coraggio mostrato in campo dal suo Bologna”, si legge.
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