Antonio Conte, quanti sono gli scudetti della Juve? Ecco cosa rinfacciò a Capello nel 2014

Antonio Conte, quanti sono gli scudetti della Juve? Ecco cosa rinfacciò a Capello nel 2014

Le frasi del nuovo allenatore dell’Inter che in passato hanno fatto arrabbiare l’ambiente juventino

di Redazione1908

Da stamattina Antonio Conte è il nuovo allenatore dell’Inter. Il popolo nerazzurro si prepara ad accoglierlo, tra entusiasmo e dubbi relativi al suo passato juventino. La storia di grande rivalità tra bianconeri e nerazzurri non sarà un dettaglio secondario in questo matrimonio. Sicuramente dovrà trovare la sua giusta collocazione. Nella sua storia l’ex allenatore bianconero ha avuto dei momenti di scontro con il mondo bianconero. Oltre alla famosa frase che Antonio pronunciò nel 2013 dicendo che nel caso in cui fosse andato ad allenare l’Inter ne sarebbe diventato il primo tifoso, ce ne sono altre che potrebbero convincere i tifosi indecisi sul cedere o meno al suo fascino. Frasi decisamente poco juventine…

16 febbraio 2014. Antonio Conte decide di togliere il giorno di riposo ai giocatori bianconeri, colpevoli di aver subito una rimonta dal Verona (2-2). Fabio Capello commenta negativamente la decisione di Antonio e usa queste parole: “Castighi non ne ho mai dati. Non fa parte del mio modo di pensare”. Conte non gradisce per niente l’intromissione e risponde così: “Io accetto tutto, ascolto tutto, e prendo le mie decisioni. Ma ho sentito dei referendum sull’argomento – ha parlato la gente più varia, anche del settore. A me, se chiedono una cosa del genere di altri, rispondo: una domanda più intelligente, per favore…Certe persone dovrebbero farsi di più gli affari loro, piuttosto che occuparsi di casa degli altri. C’è più puzza in casa di altri. Dei suoi anni (alla Juventus, ndr) ricordo non tanto gioco e due scudetti revocati”. L’ex allenatore juventino avrebbe poi ammorbidito le dichiarazioni, ritornando sui suoi passi: “La Juventus ha stravinto quei due scudetti e per me è stata una grandissima ingiustizia che siano stati tolti, è incredibile che sia andata così, io sono sempre molto rispettoso del lavoro degli altri, cosa che, invece, non fa lui. Chi è lui per dire se ho sbagliato o meno non dando il giorno libero alla squadra dopo Verona, ho deciso così soltanto perché avevo bisogno di parlare alla squadra, tutto qui”.

10 giugno 2007. La Juventus è in serie B (retrocessa nell’ambito del processo su Calciopoli), Antonio Conte è il tecnico dell’Arezzo e la sua squadra è appena retrocessa a causa, ironia della sorte, della sconfitta interna contro la Juventus. Parole di fuoco da parte di Conte: “Retrocedere così fa male però mi fa capire cose che già sapevo nel calcio, nel calcio si parla tanto, tutti sono bravi a parlare, adesso sembrava che i cattivi fossero fuori e che adesso ci fosse un calcio pulito, infatti siamo contenti tutti, evviva questo calcio pulito! C’è profonda delusione e profonda amarezza, rispetto tanto i tifosi juventini ma ho poco rispetto per la squadra. Sono profondamente deluso dal loro comportamento: in molti oggi non hanno avuto rispetto del sottoscritto. Avevo molti amici, oggi ne ho qualcuno di meno”.

19 agosto 2014. Conferenza stampa di presentazione di Antonio Conte come nuovo commissario tecnico della Nazionale. Arriva la fatidica domanda sul numero degli scudetti della Juventus: “Per me gli scudetti più importanti sono stati quelli che ho vinto io, che sono otto: 5 da calciatore e 3 da tecnico. Sono quelli che ricordo con grande gioia”.

 

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