Bonolis: “Inter? Dopo l’ultimo derby ho baciato Zhang. Il giocatore che ho più amato…”

Le parole del noto tifoso nerazzurro in collegamento con gli studi di Sky Sport

di Daniele Vitiello, @DanViti

Paolo Bonolis è stato ospite di Sky Sport oggi pomeriggio. Queste le riflessioni del noto tifoso nerazzurro.

L’Inter di Fraizzoli?
“Un grandissimo ricordo. Il sergente ha messo il suo carattere e il suo modo di essere in una squadra che ha portato grandi soddisfazioni. L’esordio di Bordon? Era una creatura. Entrò per sostituire il portiere titolare in Europa e fece un figurone. Fece dei numeri e da quel momento capirono che potesse essere lui il titolare. E’ un periodo in cui godiamo del passato sperando che prima o poi arrivi il futuro. Guardiamo partite su partite e ci nutriamo di questo sintetico in attesa di tornare a vederne di nuove”. 

Un’eventuale ripresa della Serie A?
“Non riesco ad immaginare cosa potrebbe essere. Tutto quello che ci è apparso fino a poco prima di doverci fermare, potrebbe non essere tale quando sarà il momento di ricominciare. 

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La partita che ricordi con più piacere?
“Non ho avuto la possibilità di vedere molte partite perché vivo a Roma, ma mi sono spostato spesso. Ricordo un gol di Djorkaeff che mi fece diventare pazzo, come quello di Adriano in un derby che vincemmo 3-2. Quella che ricordo maggiormente in questo momento è l’ultimo derby vinto in rimonta per 4-2. Ho addirittura baciato Zhang in quella circostanza. Come è stato? Sarebbe stato meglio baciare la sorella (ride, ndr)”.

Il calciatore che hai più amato?
“I giocatori che hanno giocato nell’Inter ce ne sono stati tanti e prestigiosissimi. Fin da piccolino, quando con papà guardavo le partite di Mazzola e Suarez, passando per Rummenigge. Quello che più mi ha affascinato nella storia recente è stato però Esteban Cambiasso. Roberto Baggio? Un qualcosa di etereo. Il campione non si discute, ma la cosa che mi colpiva di lui è questa capacità di investire energia e rabbia nella partita, pur restando un metro sopra i sentimenti. Si vede più l’anima del corpo”. 

Come avrei visto Mancini all’Inter da giocatore?
“Benissimo. Credo fosse un desiderata di Moratti ai tempi, ma per mille ragioni le cose non sono andate così. Ma ha allenato l’Inter e con questa squadra ha vinto tre scudetti”.

Inter di oggi?
“Manca quel giocatore di assoluta fantasia in grado di sovvertire gli schemi avversari. Quando la partita non si sblocca c’è bisogno di quel calciatore che vada oltre gli schemi. Eriksen? Può diventarlo se gli lasciano essere ciò che può essere. Se deve correre sempre dietro l’avversario e la palla è impossibile che abbia quella lucidità che gli permette di mettere a fuoco la palla”. 

Scudetto?
“Io mi auguro che possa vincerlo l’Inter. Bisogna vedere quando si riparte se i vari progetti della squadra, anche di mercato, non distolgano i professionisti dall’obiettivo. Conte che segue i giocatori? Deve essere inquietante per loro in questo periodo. Se i ragazzi accettano ed amano, come so che lo amano, non possono che prendere bene questo suo modo di essere”.

Laurenti che giocatore ti ricorda?
“Ho giocato poche volte a calcio con lui. Fa molti movimenti con la palla al piede, ma non so se sono esercizi tecnici o spasmi. Sembra uno appena sottoposto ad elettroshock. E’ uno che da giovane ha giocato a rugby, il calcio è dimensione differente. Fondamentalmente è una pippa”.

La Champions del 2010?
“Magari fossi stato a Madrid quella notte. Mia figlia individuò esattamente quel giorno per ricevere la laurea ed io ero nel Vermont. Vidi la partita in un baretto di tedeschi, ma sembravo molto Nino Manfredi in Pane e cioccolata. Quei cagnacci dei miei amici mi mandavano foto da ogni dove”.

Contropartite per Lautaro in caso di cessione?
“Griezmann è un attaccante di gran movimento. C’è una differenza di età non indifferente e questo potrebbe portare Lautaro a valere di più. L’altra contropartita potrebbe essere individuata in base alle esigenze di Conte e Semedo potrebbe essere una buona alternativa per la fascia destra dell’Inter. Ibrahimovic andò a Barcellona per vincere la Champions e la vide alzare dai colori nerazzurri”.

La partita tra Inter e Juve che ricordo con più piacere?
“Credo quando abbiamo vinto con i gol di Cruz. Anche quella volta con Stramaccioni, non me l’aspettavo proprio. Quando una cosa è totalmente inaspettata, ha ancora più sapore”.

Bielsa?
“Non conosco la persona. Conosco quello che storicamente ha fatto nel mondo del calcio. Se si tratta di vincere subito, come è nelle intenzioni dell’Inter, credo che l’approccio di Bielsa sarebbe troppo lento”.

La mia Inter del cuore?
“Ce ne sono state tante. Per un tifoso, quella del cuore è anche quella che schierava Schelotto o che cedette Roberto Carlos per Pistone. Sicuramente quella che ha vinto di più è quella di Mourinho, che ha portato in Italia qualcosa che non si è ancora visto in altre squadre italiane. Siamo l’unici ad aver fatto il Triplete e gli unici a non essere mai andati in B, per noi vale come 30 scudetti. Sono molto affezionato anche all’Inter di Herrera, quella di mio padre”.

Ibrahimovic?
“E’ un giocatore fantastico. Ha praticamente tutte le caratteristiche di un centravanti. Mi è chiaramente dispiaciuto quando è andato via, ma è andato via per questioni personali. Ho un bellissimo ricordo di lui come calciatore, ma anche della sua cessione: andò più che bene per l’Inter”.

Moratti?
“Voglio levarmi tanto di cappello davanti a lui. Ci siamo tanto divertiti nelle nostre cene ad elencare le nostre squadre del cuore sui tovaglioli dei ristoranti”.

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