TS – Inter ‘europea’ con Conte: nuovo status anche grazie a Spalletti. E il primo incontro…

Il quotidiano analizza il percorso dei nerazzurri e rivela un particolare retroscena legato al tecnico e a Zhang Jindong

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

L’Inter torna a Madrid per sfidare il Real e la mente di proprietà e allenatore non può non tornare su quel 1° giugno 2019. Tuttosport rivela che il primo incontro tra Zhang Jindong e Antonio Conte, dopo l’ufficialità dell’arrivo del tecnico leccese sulla panchina nerazzurra, si è tenuto proprio nella capitale spagnola.

Suning ha voluto fare all-in sull’uomo che ha portato la Juventus di nuovo ai vertici dopo la carestia post-Calciopoli per ricostruire l’alchimia con Beppe Marotta – scrive il quotidiano -. L’Inter, anche grazie a Spalletti che, nel suo biennio, ha sempre centrato la qualificazione in Champions, ha raggiunto un nuovo status e la finale di Europa League, pur persa, contro il Siviglia ad agosto, ha dimostrato come la squadra possa essere competitiva pure al cospetto delle grandi big continentali“.

I precedenti non fanno ben sperare i nerazzurri: “In partite ufficiali, l’Inter ha sempre perso a Madrid tranne che in un’occasione […]. Il Real, che nelle ultime 9 sfide in Champions contro le italiane ha vinto 8 volte (unico ko il 3-1 – comunque ininfluente per la qualificazione – subìto dalla Juve al Bernabéu nel ritorno dei quarti di finale 2018) ha la Champions come giardino di casa e il fatto che abbia appena un punto dopo i primi 180’ del girone non è positivo“.

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L’analisi prosegue: “L’Inter, nel primo anno della gestione Conte, ha giocato due grandi primi tempi a Barcellona e a Dortmund ma poi è puntualmente crollata alla distanza mostrando difetti di personalità, una qualità complessiva inferiore rispetto agli avversari e una panchina più corta. Tutti difetti corretti grazie a una campagna acquisti che ha avuto come stella polare l’idea di dare solidità alla rosa, puntando sull’esperienza (per questo è stata congelata la trattativa Tonali) più che sulla gioventù (Hakimi unica, luminosissima, eccezione alla regola). Arturo Vidal, che non a caso Conte ha voluto al fianco ieri in conferenza, è stato preso proprio per giocare queste partite. Lo stesso vale per Kolarov e Darmian. Conte ce ne ha messo del suo, cambiando il chip alla squadra, rendendola più propositiva e più “europea” nel piglio con cui affrontare le partite. Il progetto, al momento, è ancora in mezzo al guado. Per iniziare a volare alti serve un’impresa, una vittoria che faccia acquisire consapevolezza al gruppo. E Madrid è il posto giusto per giocare novanta minuti da urlo, essendo la città dove la storia dell’Inter è diventata leggenda”.

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