Costi, tempistiche, capienza: Inter e Milan, i motivi del no alla ristrutturazione di San Siro

Costi, tempistiche, capienza: Inter e Milan, i motivi del no alla ristrutturazione di San Siro

I due club milanesi hanno deciso di costruire un nuovo stadio

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Inter e Milan non ristruttureranno San Siro: la proposta del sindaco di Milano Beppe Sala, che ha aperto alla possibilità di cedere l’impianto ai due club, non è stata presa in considerazione dalla dirigenze rosso-nerazzurre, che proseguono con l’idea di costruire uno stadio completamente nuovo. L’edizione milanese del Corriere della Sera analizza i motivi che hanno spinto Inter e Milan a optare per la costruzione di un nuovo impianto:

Ci sono alcuni numeri che spiegano bene la volontà di Milan e Inter di realizzare un nuovo stadio invece che provvedere alla ristrutturazione di San Siro nonostante l’offerta del sindaco Sala di vendere il Meazza alle due squadre. Sono contenuti nel dossier che nei prossimi giorni verrà presentato ai consiglieri comunali. Mettono a confronto i due scenari. Con la ristrutturazione di San Siro la capienza si fermerebbe a 58mila posti. Con il nuovo impianto si arriverebbe a 60mila. Nel primo caso i posti premium (quelli più costosi e ambiti) si fermerebbero a 6.500. Con il San Siro bis quasi raddoppierebbero: 12.500.

C’è poi la questione della durata dei lavori. Secondo i calcoli delle due squadre procedere con la ristrutturazione di San Siro significherebbe cantieri aperti tra i cinque e i sei anni, mentre il nuovo stadio sorgerebbe nel giro di tre anni. Infine c’è il costo stimato di costruzione. Intorno ai 510 milioni «la remise en forme» del Meazza. Seicentocinquanta milioni la nuova costruzione. Con due differenze. I lavori di ristrutturazione del Meazza porterebbero minori introiti per circa 115 milioni di euro anche perché durante il primo anno di cantiere la capienza di San Siro scenderebbe da 78mila a 49mila posti, mentre la capienza media durante tutte le fasi della ristrutturazione si aggira intorno ai 51mila posti. La seconda, piuttosto che una differenza è un’incognita. «Oltre ai costi dei lavori — si legge nel dossier — vanno considerati gli imprevisti legati alla ristrutturazione che potrebbero comportare ingenti somme di denaro al di fuori del budget stimato. Prendendo in considerazione tali costi congiuntamente ai mancati introiti sopra illustrati e alla maggior durata dell’intervento appare evidente che i teorici risparmi legati allo scenario di ristrutturazione non risultano veritieri»“.

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy