Gattuso: “Come si vince il derby? Bu! Inter squadra forte, meglio di noi su un aspetto”

Gattuso: “Come si vince il derby? Bu! Inter squadra forte, meglio di noi su un aspetto”

L’allenatore rossonero ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del derby

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

E’ la vigilia del derby e Gennaro Gattuso Milanello ha accolto i giornalisti per raccontare le aspettative e analizzare il lavoro di preparazione fatto dal suo Milan in vista della gara contro l’Inter. Queste le parole dell’allenatore calabrese: «A livello di mentalità questa partita si prepara da sola e bisogna essere bravi a non sentirla troppo».

-Basterà il Milan che si è visto al San Paolo o serve qualcosa in più?

L’Inter è forte non solo su carta, per battere il Tottenham devi essere forte, specie come lo hanno battuto loro. E’ una squadra che ha dei grandi valori, ha grande fisicità, dobbiamo stare attenti, e a quella abbinano tante qualità e noi non dobbiamo commettere errori e aver paura. A volte ci è venuto il braccino in alcune gare: dobbiamo rispettare l’Inter senza paura, giocare come sappiamo giocare, in palio ci sono sempre tre punti e dobbiamo dimostrare che su questo aspetto siamo migliorati: la chiave è questa. L’Inter ha fisicità, dobbiamo stare attenti ai calci piazzati, attenti ai movimenti a Perisic e Icardi e dobbiamo stare attenti perché portano 3-4 giocatori in area quando vanno al cross e dobbiamo stare attenti su questo aspetto qua. 

-La squadra come sta?

La serenità la dà l’allenatore. Tante volte mi sono sforzato di creare un clima tranquillo, questa settimana non mi sono sforzato, è l’esperienza ed è il modo di conoscere i ragazzi. Non ho messo pressione, i ragazzi si sono allenati con grande voglia, c’è stato qualche problemino fisico ma abbiamo lavorato nel migliore dei modi. 

-Quale effetto fa parlare bene degli altri

C’è anche qualcuno che mi odia. E’ sano che quando io comincio ad allenare voglio intensità e quando finisce l’allenamento si parla anche di altro, anche di problemi familiari e sono aperto a tutto. Ho sempre detto che quando mi fido delle persone mi strappo il cuore e loro ci possono palleggiare. Ma mia piace essere coerente, non ho peli sulla lingua: a qualcuno piace ad altri no ma so fare questo lavoro in questo modo e mi ha fatto piacere sentire le loro parole. Ma c’è anche un venti per cento di calciatori che mi massacrano, fa parte del gioco. 

-Il processo di crescita della squadra?

Siamo in crescita. Domani dobbiamo fare bene le due fasi, dobbiamo saper soffrire, tenere bene il campo e stare attenti alle loro caratteristiche. La squadra sicuramente è migliorata tanto a livello mentale. Si tocca anche con mano, ma serve tempo per migliorare ancora. 

-In questa settimana si è sentito ‘Il Milan gioca meglio e l’Inter è più forte’, per te è vero?

Non mi dà fastidio, se guardiamo i loro singoli hanno caratteristiche diverse dai nostri. Loro hanno qualità e fisicità dove noi pecchiamo, questa è la differenza, a livello tecnico non ci sentiamo inferiori rispetto a loro, se andiamo a vedere abbiamo qualcosa in più, a livello fisico qualcosa in meno. 

-Pronti al salto di qualità per dare continuità al momento positivo? 

Il derby è importante per i tifosi, ma i punti sono quelli. Chi perde a livello mentale ne esce con le ossa rotte si dice, normale che chi vince ha più mentalità, ma i punti in palio sono gli stessi. Per l’ambiente e per noi è una partita speciale, è come una partita di Champions, con il formicolio sulla pancia. Sentire i miei giocatori, vedere come si allenano mi fa pensare che le tante cose dette e fatte vanno messe in campo e far notare i miglioramenti. A livello mentale ci sentiamo più forti dello scorso anno. Abbiamo avuto qualche problemino alle caviglie con qualcuno, ma ci abbiamo lavorato per recuperarli. 

-Però vi avvicinereste all’Inter con una gara da recuperare…

Io penso alla partita, a fare una grande prestazione, comunque i punti a disposizione sono tanti, penso a mettere la migliore squadra in campo e non penso ai punti di distacco. 

-Come si vince un derby? 

Bu… Con le grandi giocate, grande preparazione alla partita, un pizzico di fortuna. L’anno scorso siamo stati fortunati: nel derby di ritorno in campionato meritavano loro. Da giocatore la giornata non passava mai, da allenatore passa più velocemente, però non lo so come si vince un derby. 

-Ti affidi a Higuain?

Al collettivo perché o si inventa una roba che ne dribbla 10 o è meglio affidarsi al collettivo, dovremo fargli arrivare palloni per tentare di segnare. 

-Paqueta?

Quando arriverà ne parleremo, ora parlo dei miei giocatori e parlo di Suso e Bonaventura che gli somigliano a livello di caratteristiche, oggi parliamo del derby. 

-Con 11 Gattuso non perdevamo i derby dicevano…

Magari non ne vincevi uno. La grinta non si trasmette, grinta e mentalità sono due cose diverse. Ho sempre toccato con mano l’anno scorso che tante volte devi guardare chi hai di fronte perché se carichi troppo puoi creare problemi a chi non regge la pressione. All’inizio l’anno scorso ho commesso questo errore. Chiaro che se vedi qualcuno di non concentrato intervengo, ma non l’ho notato e mi piace preparare la partita senza pressioni. L’Inter ha grande mentalità e io voglio vedere una squadra che gioca con determinazione e concentrazione. 

-E’ il tuo Milan più forte? 

Questa squadra ha espresso buon calcio, sicuramente Higuain ha alzato l’asticella con i nuovi arrivi, penso sia una squadra più completa dell’anno scorso. Riusciamo a creare di più, l’anno scorso sbagliavamo molto, quest’anno concretizziamo di più. 

-Che giocatore del passato vorresti messere in campo dei giocatori con cui hai giocato? 

Ho giocato con grandissimi campioni, la storia è la storia ed è passato. 

-Credi sarà un derby più fisico? 

Quella è la loro caratteristica, la nostra è quella di giocare un calcio corale, ma dobbiamo stare attenti alle marcature, dobbiamo difenderci bene e loro in difesa hanno grande fisicità, poi abbinano anche qualità, ma la differenza tra noi e loro è la fisicità. Serve coraggio e dobbiamo affrontarli con le nostre armi. 

-Hai parlato con Çalhanoğlu?

Ci ho parlato e nelle sue ultime partite con la Nazionale è stato bravo. Spero di vedere il Çalhanoğlu che ho visto in Nazionale, ho parlato con lui come con tutti gli altri. Devo farlo esprimere io al massimo. Ha avuto problemi a livello familiare e quindi sappiamo come aiutarlo, ha bisogno di una mano in più e gli siamo vicini. 

-Si sta avvicinando un po’ a Spalletti? 

La strada è lunga, ha tanta esperienza, ci sono venti anni di differenza, ha vissuto grandi pagine. La strada da parte mia è lunga, lui trova soluzioni tattiche importanti, ha cambiato qualcosa a livello tecnico-tattico, ha una mentalità aperta ed è sempre bravo, riesce a cambiare spesso fisionomia alle sue squadre. 

-Come sta Calabria e l’esperienza di Abate può aiutare?

Nella scelta so già chi giocherà, ci ho pensato un po’ e non dobbiamo andare alla ricerca dell’esperienza ma vedere chi sta meglio, chi la sente meno e chi riesce a darci qualità. Dobbiamo stare attenti quando ci attaccano, domani vediamo. Calabria neanche sembra un under21, gioca con grande mentalità e questo mi piace molto, non ha paura, di crossare, di difendere e ci sta dando molto. 

-Cosa risponde a Berlusconi? 

Ma secondo te posso convincere Berlusconi? Non sono arrabbiato, non c’è nulla di nuovo. Sono due mesi che non lo sento, ma lui mi ha sempre contestato che la squadra deve giocare a due punte. Io ho tantissimo rispetto per lui e lo ringrazio per tutto quello che ci ha fatto vincere, ma quello che dice adesso non cambia nulla, gli ho dato le mie spiegazioni. Il rispetto e l’amore che provo per lui è tanto e quindi può dire quello che vuole. Può dire quello che vuole senza problemi. Poi secondo me gli piace questo Milan…

-Pensi di vincerlo il derby?

Non lo so, spero di vincerlo. Ma non lo so perché nel calcio non si sa mai. In questo momento l’unica preoccupazione è prepararlo al meglio. Nel mio cuore la speranza è vincerlo. 

-Chi toglieresti all’Inter?

Sono tutti forti, tutti gli undici titolari, Nainggolan, Icardi, Skriniar, Vecino, Handanovic. E’ il collettivo che fa paura non il singolo. 

-Montolivo? 

Si allena con la squadra tranne quando ci alleniamo sulle contrapposizioni, è l’unico momento in cui non lo uso, in questo momento contro lui non c’è nulla, faccio le mie scelte tecniche, si allena con la squadra e non è una questione di simpatia. 

(Fonte: Pagina Facebook Milan)

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