Inter, Spalletti può partire anche col terzo posto. Se resta, due rischi con spogliatoio e dirigenza

Le ultime sul futuro del tecnico nerazzurro

di Daniele Vitiello, @DanViti
Si parla del futuro della panchina dell’Inter sulle pagine del Corriere dello Sport di questa mattina. Chiaro che la posizione di Spalletti sia legata anche a quanto avverrà da qui al termine della stagione, ma non solo: Spalletti quest’anno finora ha confermato la crescita in classifica della squadra con l’attuale terzo posto, ma rispetto a 12 mesi fa l’Inter ha 2 punti in meno in classifica (61 contro 63) ed è avanzata di una posizione soprattutto grazie al calo delle altre (-9 della Roma, -12 della Lazio, -14 del Napoli; le uniche in crescita sono l’Atalanta a +4 e il Milan a +2). Per una proprietà ambiziosa come Suning essere eliminati dalla Champions, pur dopo un ottimo girone, all’ultima giornata da un Psv senza stimoli di classifica, aver interrotto ai quarti la corsa in Coppa Italia perdendo in casa contro la Lazio e veder stoppata l’avventura in Europa League per mano dell’Eintracht agli ottavi non è stato piacevole. Il tutto al netto di indubbie qualità che in carriera hanno portato Lucio a centrare praticamente sempre la qualificazione alla Champions. Se l’obiettivo dell’Inter 2019-20 sarà quello di proseguire in una crescita graduale, anche nell’ottica di un risparmio dell’ingaggio fino al 2021 del tecnico toscano e del suo staff (25 milioni lordi complessivi), la scelta logica è quella di andare avanti con lui. Così non sarebbero tirati fuori i soldi per un nuovo allenatore, ma andrebbero messi in conto i rischi conseguenti al rapporto non idilliaco che anche adesso c’è tra Lucio e una parte dello spogliatoio (la “svendita” di Icardi a quel punto sarebbe una certezza), oltre alle frizioni avute dal tecnico con una parte dalla dirigenza in passato. Se invece il colosso di Nanchino deciderà di bruciare le tappe e varerà un progetto vincente in tempi brevi, sarà inevitabile pensare ad Antonio Conte, ora corteggiato in maniera assai decisa dalla Roma. Tra i tecnici attualmente liberi, quello dell’ex ct è l’unico profilo ritenuto adatto a prendere il posto di Spalletti che non sarà esonerato… a qualsiasi costo. Serve uno più bravo e in giro, senza contratto, non ce ne sono molti”. 
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