Lautaro-Icardi? C’è una soluzione nuova, la preferita da Spalletti. Come con Rafinha…

L’analisi delle gerarchie dell’attacco nerazzurro e il contributo di Martinez in termini di qualità

di Redazione1908

Lautaro Martinez ha dimostrato di essere una certezza nell’attacco dell’Inter. Non solo un giovane talento da testare, ma un giocatore che ha saputo prendersi la responsabilità nel momento più delicato dei nerazzurri in questa stagione: quando Mauro Icardi non c’era. Rivista Undici dedica a Lautaro un lungo focus definendolo una rampa di lancio per la manovra, un ingranaggio che rende più sofisticata una squadra altrimenti piuttosto monotematica in attacco a causa della presenza di giocatori istintivi e solitari, quali Perisic e Candreva, ma anche in parte di Politano e Keita, più evoluti nell’interpretazione del gioco ma, a loro volta, spesso imperfetti e frettolosi nella fase di rifinitura. Qualcosa di cui l’Inter aveva e ha estremo bisogno. Nell’assenza di Icardi l’Inter si è trovata a suo agio con Martínez al centro dell’attacco, e grazie alla sua presenza si è evoluta. La squadra nerazzurra, che in difesa può contare sulla qualità nobile di De Vrij e Skriniar a cui si è sommato un notevole miglioramento di Handanovic nella gestione dell’avvio di manovra, ha infatti bisogno di un contrappeso di qualità sul fronte offensivo, di un giocatore in grado di conservare l’inerzia dell’azione impressa dal basso. Lo aveva trovato in Rafinha, nella seconda parte della scorsa stagione, e a maggior ragione ne ha bisogno quest’anno, visto l’investimento su Nainggolan per la trequarti, un giocatore diverso rispetto al brasiliano.

La soluzione preferita da Luciano Spalletti: “In questo contesto, Lautaro si è rivelato una soluzione nuova, forse la preferita di Spalletti, che infatti nel frattempo ha cominciato a lavorare sulla composizione del centrocampo, per favorire gli inserimenti delle mezzali ai lati del centravanti di manovra. Non è un caso che Vecino abbia variato la propria posizione dopo l’avvento di Martinez, e che si sia alzato il suo rendimento: gli inserimenti dell’uruguaiano andavano spesso a vuoto, prima, perché non erano in sincronia con i tempi di gioco dell’attaccante. L’impatto di Martinez ha poi contribuito a migliorare anche Icardi, almeno così sembra, stando alle ultime due prestazioni dell’ex capitano: contro il Genoa ha effettuato un assist e 2 passaggi chiave su 8 totali, chiudendo con il 100% di precisione, mentre contro l’Atalanta ha fraseggiato 21 volte, tornado ai livelli di dicembre, quando aveva compiuto un salto di qualità in termini di contributo alla manovra”.

Gerarchie, futuro e un’idea che ritorna: “Icardi è tornato a giocare, però la continuità del Toro durante l’assenza dell’ex capitano potrebbe aver annacquato le gerarchie – al netto del piccolo infortunio patito dall’ex Racing. Il dato di fatto è che Lautaro è “una prima punta” come sosteneva il tecnico nerazzurro, magari atipica nel fisico (“solo” 174 centimetri di altezza) ma autentica, pienamente contemporanea nell’interpretazione del ruolo. Di certo, si è rivelato un attaccante all’altezza dell’Inter, al punto che il salto di qualità della squadra nerazzurra nel prossimo futuro potrebbe passare per un’idea finora esclusa, o comunque provata solo in avvio di stagione: la convivenza tra Icardi e Martínez, in un sistema di gioco in grado di sostenere il peso di due attaccanti, oltre che di esaltare le caratteristiche di due giocatori che sembrano perfettamente complementari”.

(Rivista Undici)

 
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