L’Inter ha fretta e vuole chiudere il capitolo Icardi. Il club chiede 70 milioni, ma c’è un problema

L’Inter ha fretta e vuole chiudere il capitolo Icardi. Il club chiede 70 milioni, ma c’è un problema

Per il momento l’Inter non ha ricevuto alcuna offerta per l’argentino

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Icardi nell'ultima a San Siro

Finito il campionato, l’Inter è già proiettata alla prossima stagione e alla costruzione della squadra che guiderà Conte. L’obiettivo primario è l’attacco: il nuovo tecnico vuole due attaccanti, Dzeko e Lukaku, ma il loroi arrivo è legato alla cessione di Mauro Icardi.

“Nello spogliatoio nerazzurro Mauro è un separato in caso. Domenica ha perso l’occasione per salutare nel migliore dei modi San Siro e i suoi tifosi, che non gli hanno risparmiato i fischi nel momento della sostituzione. Il problema reale è che ad oggi in sede all’Inter non è arrivata alcuna offerta concreta per Icardi, che ha una clausola rescissoria (valida solo per l’estero) di 110 milioni esercitabile entro il 15 luglio. Cifra enorme rispetto alla realtà di oggi, con il valore di Maurito che è nettamente sceso a seguito del caos di questo inverno. L’Inter però non accetterà offerte inferiori ai 70 milioni, che rapportati ai gol realizzati in carriera da Icardi e alla sua età sono comunque pochi. Ma chi può provare a prendere Mauro? La volontà del giocatore è restare in Italia e tutte le strade portano alla Juventus. Oggi però in casa bianconera la priorità è l’allenatore: dovesse essere Sarri, il gradimento per Icardi è scontato, visto che il tecnico toscano lo avrebbe voluto già al Napoli per il dopo Higuain. Ecco, il Pipita – al Chelsea proprio su richiesta di Sarri – dovrebbe però tornare a Torino e si aggiungerebbe a una batteria di centravanti già piuttosto numerosa. Tutto complicato, insomma. All’estero c’è sempre l’Atletico Madrid interessato, a maggior ragione ora che dovrà sostituire Griezmann. Ma i tempi potrebbero essere lunghi mentre l’Inter vorrebbe chiudere in fretta questo capitolo, magari entro giugno, per assicurarsi anche una plusvalenza e mettersi a posto con i paletti del fair play finanziario”, spiega La Gazzetta dello Sport.

 

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