Lippi: “Tavecchio ha poca memoria, Ventura non l’ho scelto io. Ecco com’è andata”

Così l’ex c.t. della Nazionale ai microfoni di Sky Sport

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Intercettato telefonicamente da Sky Sport, l’ex commissario tecnico della Nazionale campione del mondo nel 2006, Marcello Lippi ha raccontato come sono andate le cose tra lui, Carlo Tavecchio e Giampiero Ventura.

ITALIA-SVEZIA – Sono rientrato dalla Cina da due giorni, avevo altre cose a cui pensare: ho seguito la partita e sono rimasto dispiaciuto come tutti gli italiani, soprattutto vedere campioni come Buffon, Barzagli, De Rossi, Chiellini, quelli che avevano regalato già agli italiani grande gioie, uscire in maniera così brutta.

LA SCELTA DI VENTURA – Quello che mi ha dato fastidio è il fatto che non si è fatto altro che parlare di Marcello Lippi: ho sentito Malagò, oggi Tavecchio ha dimostrato di non avere buona memoria. Quello che ha detto Malagò è tutto vero, tranne una cosa: io non ho scelto l’allenatore. Io sono andato a cena con Malagò e Tavecchio e mi è stata offerta la possibilità di diventare direttore tecnico della Nazionale, supervisore tecnico. Anzi, a dire il vero Tavecchio diceva che era meglio che io mi occupassi solo dell’Under 21 in giù. Io gli dissi di volermi occupare anche della Nazionale maggiore, e abbiamo convenuto che io diventassi direttore tecnico. Io dissi che avrei cominciato a parlare con allenatori: parlai con Ventura, Montella e Gasperini. Poi ho riportato a Tavecchio le mie impressioni dopo i colloqui, i pregi e i difetti di ognuno. Lui mi chiese: ‘Chi scegliamo?, io gli dissi che avrebbe dovuto scegliere lui. Tavecchio scelse Ventura per esperienza e saggezza. Firmai un pre-contratto con la Federazione e poi abbiamo detto: parliamo con Ventura e poi facciamo le presentazioni. L’allenatore non l’ho scelto io. Poi bastava che Tavecchio si ricordasse in quella cena che lui, un anno prima, aveva firmato il nuovo statuto dei procuratori, che prevedeva che se un procuratore ha un parente che lavora in Federazione o una squadra affiliata, non poteva lavorare. Bastava che dicesse questo, io avrei detto va bene, non si può fare niente: non andrò mai da mio figlio a dire ‘Non lavori più perché io devo fare il dt”. Non abbiamo fatto niente, ho fatto il dt per un mese: un giorno prima della presentazione viene fuori questa cosa: è possibile che una persona non si ricordi che ha firmato una cosa un anno fa.

RAPPORTO CON LA FEDERAZIONE –  Non ho mai più sentito nessuno della Federazione, né Uva né Tavecchio. Io sono in Cina, faccio il mio lavoro: Giovanni (Malagò, ndr.) ha detto cose precise, l’unica cosa è che io non ho scelto nessuno. Ho riportato le mie impressioni, Tavecchio ha fatto le sue scelte. Ventura è un’ottima persona, un ottimo allenatore: quando è stato scelto nessuno era contrario.

CONSIGLIERE DEL C.T. – Dare una carica a gente di esperienza? La Federazione, dai tempi di Conte, non aveva nessuno con il quale il c.t. potesse parlare di calcio. Probabilmente una figura di consulente al c.t. può essere utile.

FUTURO – Se Malagò mi chiamasse? Ho un contratto con la Federazione Cinese e mi è stato offerto un prolungamento fino al 2022, che accetterò. Quello del c.t. è l’ultimo dei problemi, bisogna riorganizzare la Federazione che pensi al calcio.

PROSSIMO C.T. – Ancelotti, è il meglio che ci possa essere al momento. Ma anche altri nomi che sono stati fatti possono andare bene.

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