Moratti: “Con Conte rivedo la voglia dell’Inter del Triplete. Milito simbolo, ma Eto’o…”

Moratti: “Con Conte rivedo la voglia dell’Inter del Triplete. Milito simbolo, ma Eto’o…”

Le parole dell’ex presidente nerazzurro: “Mourinho bravissimo, ma andandosene fece una cosa terribile”

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

L’ex presidente dell’Inter, Massimo Moratti, ha rilasciato un’intervista al Quotidiano.net a 10 anni dallo storico Triplete.

Qual è il primo pensiero che le viene in mente ripensando alla notte di Madrid?
La ricordo come una giornata di festa, anche prima della partita. Eravamo contenti di essere in finale. Coppa Italia e scudetto ci avevano regalato felicità e fifucia, poi Mourinho, che conosceva bene l’avversario, ci diede sicurezza. Dopo Barcellona e quella sofferenza spaventosa, ci aspettavamo il premio. Nella vita non arriva sempre, ma prima o poi arriva…

Sono passati dieci anni ma da come ne parla sembra ieri…
Perchè tutti insieme vivemmo quella stagione molto intensamente. C’era competenza, senso di appartenenza e del dovere. E passione, valore aggiunto che portò all’anno perfetto.

In quella stagione sentiva anche lei il “rumore dei nemici” come Mourinho l’anno prima?
Era un modo di dire per cementare il gruppo e un retaggio di quanto successo anni prima…non avevamo molti amici intorno, ma quell’anno dipedeva solo da noi e dalle forze in campo dei nostri avversari.

Ha mai cercato di tappare la bocca a do Josè oppure il suo spirito ribelle e polemico la divertiva?
L’ho sempre trovato tempista nelle polemiche e le giustificavo perchè servivano per dare una certa personalità alla squadra. Quello era il carattere di Mou, guai a fermarlo. Lui calcolava tutto e sapeva quando parlare in difesa della società.

Lei sapeva che Mou sarebbe andato via dopo Madrid, però pare che Josè avesse deciso già a febbraio, temendo l’esonero in caso di insuccessi…
Potrebbe essere anche vero…io ho sempre pensato che facesse bene il suo lavoro anche se non ero sicuro di vincere. Chiaro che nell’ultimo periodo più vinceva e più si capiva che Mourinho potesse essere affascinato dall’idea di ottenere in Spagna i successi avuti con l’Inter… Ma non discussi mai dell’argomento: se fossimo entrati in contraddizione avremmo affrontato il finale con spirito diverso. Certo, a pensarci ora ha fatto una cosa davvero terribile…

Mou voleva Deco e Carvalho, ma quell’Inter vinse il Triplete dopo aver venduto Ibra e con gregari di lusso come Lucio, Thiago Motta e Milito…
Beh, non prendemmo giocatori scarsi, arrivò pure Sneijder. Mou aveva le sue idee, i portoghesi a me andavano bene ma avevamo avuto qualche problema con Quaresma… Fu bravo Branca a fare scelte indovinate, non sbagliammo nulla, neppure Pandev che rese tantissimo… Ma bravissimo fu l’allenatore a valorizzare tutti i giocatori e a non contrastare la trattativa per la cessione di Ibra.

Ci rimase male per la richiesta d’aumento di Milito subito dopo aver vinto la Coppa?
Sinceramente la considerai un po’ stonatina… ma non ci feci caso, tanto non si sarebbe mosso dall’Inter. Credo che Diego volesse che si sottolineassero i suoi meriti.

Tanti giocatori di quella squadra avevano meriti…
Sì, ma fu la vittoria del gruppo. Il simbolo fu Milito, ma uno con la classe e lo stile di Eto’o che faceva il portatore d’acqua fu determinante. E poi non dimentico Balotelli, che giocò partite stupende con tanti gol, anche se nei ricordi viene cancellato. Tutti diedero il massimo, tutti ebbero il meritato premio.

Magari il suo rimpianto è non aver potuto festeggiare il Triplete con Prisco e Facchetti al suo fianco…
Erano l’immagine dell’Inter. Prisco il tifoso vero e bravissimo avvocato, e poi Facchetti, trasparenza, pulizia e onestà, il simbolo della società.

L’Inter di oggi ha qualcosa di quella squadra?
Ha la voglia. Nella mente della società, dell’allenatore e dei giocatori. E la voglia decide tutto.

Conte all’Inter le piace?
Gran lavoratore, dà garanzie.

Forse manca in tribuna un presidente-tifoso come Moratti…
Ma io allo stadio ci vado sempre… Zhang soffre e può essere considerato un vero tifoso.

E’ un momento delicato per l’Italia e per il calcio: giusto ripartire col campionato?
C’è una contrapposizione: da un lato la necessità di ricominciare perchè la macchina non può star ferma per tanto tempo, dall’altra la volontà di dire “non bisogna farlo perchè è pericoloso”. Bisogna aver pazienza ed essere previdenti con la salute di mezzo, forse conviene fermarsi e preparare la prossima stagione. Un solo mese di campionato mi fa paura, perchè i giocatori sarebbero a rischio infortuni, io la finirei qui…

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