Inter, Moratti: “Il Triplete un miracolo, troppo bello. A Madrid arrivammo sapendo già di vincere”

Inter, Moratti: “Il Triplete un miracolo, troppo bello. A Madrid arrivammo sapendo già di vincere”

Le parole dell’ex presidente nerazzurro

di Marco Astori, @MarcoAstori_
Moratti su Ibra

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport con ospiti Esteban Cambiasso e Diego Milito, l’ex presidente dell’Inter Massimo Moratti ha parlato così dell’anno del Triplete nerazzurro: “Intanto saluto Milito e Cambiasso, due grandissimi giocatori e amici. Tutti abbiamo cercato di dare il massimo per raggiungere gli obiettivi. E’ anche un miracolo averli raggiunti: non è stato facile ed è bellissimo il fatto che Milito e Cambiasso possano dare ancora tanta felicità, che al momento è necessaria. Io non posso far altro che essere riconoscente e voler bene a questi ragazzi: la parola “miracolo” significa che la cosa è stata talmente bella che è stato un miracolo, non che non potessimo raggiungerlo. La squadra era fatta da persone eccezionale e parlo anche dei cinque anni precedenti: ma quell’anno è stato la perfezione. Va ringraziato Mourinho per lo spirito che ha dato alla squadra e alla fiducia che ha dato. Quando siamo arrivati a Madrid, siamo entrati allo stadio pensando che avessimo già vinto: era tale la fiducia nella squadra, che sapevamo fosse una festa. Forse per il fatto che avevamo sofferto tanto col Barcellona. Rivedendo la finale, fu difficilissima: i nostri hanno giocato con un’intelligenza notevole. Milito? Uno che ti fa vincere tre tornei segnando solo lui, è una cosa impossibile: è un record mondiale”.

Chi l’ha tenuta tranquillo il 22 maggio?
“Non ero agitato, sono sincero: in quei momenti non c’è agitazione emotiva, analizzi tutto per vedere dove intervenire negli errori. Il mio dovere era quello di essere presente per capire se ci fosse qualcosa su cui intervenire. Tutto era ben fatto: i ragazzi hanno affrontato tutto con una professionalità eccezionale. Mi sembra fantastico, hanno fatto grandi sacrifici e hanno strameritato di vincere, meritando anche di più precedentemente. Cambiasso ricorda i miei momenti di arrabbiatura, ma sono cose che capitano (ride, ndr)”.

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