TS – Inter, è tornato “il rumore dei nemici”: Marotta come Mourinho, tanti i fronti aperti

Arbitri, Nazionali, Federazione, tamponi: l’ad nerazzurro ne ha per tutti

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Giuseppe Marotta come José Mourinho: l’amministratore delegato dell’Inter in questa stagione è più volte sceso in campo per difendere la società nerazzurra, ricordando quanto fatto in passato dal tecnico portoghese e rievocando quel “rumore dei nemici” coniato proprio dallo Special One. Una similitudine rievocata da Tuttosport: “Sono passati undici anni da quando José Mourinho parlò di “rumore dei nemici” ideando una delle espressioni rimaste nella memoria degli appassionati. L’allora allenatore dell’Inter voleva alimentare quel clima da assedio esterno, funzionale alla creazione di un gruppo ancora più compatto. Un calcolo premiato dal Triplete centrato pochi mesi dopo, a maggio 2010. Alcuni aspetti degli ultimi giorni rimandano in parte a quell’atmosfera. Sono tanti i fronti aperti, dagli arbitri alle critiche ad Antonio Conte, dalle disparità in materia di tamponi alle convocazioni di giocatori acciaccati in nazionale. Questa volta in prima fila, più dell’allenatore, c’è un dirigente: Beppe Marotta“.

Piero Ausilio, Antonio Conte, Steven Zhang e Giuseppe Marotta
Getty Images

NAZIONALI – “Marotta avrebbe voluto che i vari ct risparmiassero i calciatori colpiti da fastidi fisici. In particolare Lukaku e Sanchez. Puntualmente Sanchez si è rifatto male con il Cile. Ne è nato un polemico scambio di opinioni tra il ct Reinaldo Rueda e il club nerazzurro. […] L’Inter si augura che si arrivi presto a una presa di posizione generale dell’ECA su queste derive di alcune Nazionali“.

Foto: Inter tv

TAMPONI – “Le modalità di esecuzione dei tamponi hanno provocato altre proteste. Per la positività anomala accertata dalla Uefa con Hakimi, prima della gara di Champions League con il Borussia Moenchengladbach, subito smentita dai controlli successivi. Poi per le prese di posizione delle Asl che hanno bloccato la partenza verso le nazionali dei giocatori di Fiorentina, Roma e Lazio, una valutazione differente da quella delle autorità sanitarie della Lombardia. Per questo motivo, su tutto quello che riguarda il coronavirus, Marotta chiede parità di trattamento. Compresa l’introduzione di un centro di laboratori centralizzato per i 20 club di Serie A: l’ad nerazzurro propone Synlab Group, lo stesso scelto dalla Uefa“.

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