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Gli effetti collaterali dell’infortunio di Sanchez: già oggi arriverà la prima mossa dell’Inter

Il club nerazzurro propende per l'operazione, così come lo United

Matteo Pifferi

"Il Niño non piangeva, ma avrebbe avuto buoni motivi per farlo. L’infortunio di Alexis Sanchez è cosa seria, quella alla caviglia sinistra non è una botta, non è una distorsione, ma una «lussazione del tendine peroneo lungo» (esito ufficiale degli esami sostenuti ieri). Un infortunio che si può curare in due modi: terapia conservativa oppure operazione". Apre così l'articolo de La Gazzetta dello Sport in merito alle condizioni del cileno, per il quale ora è previsto un consulto a Barcellona prima di prendere una decisione definitiva: un mese e mezzo di stop in caso di non operazione, quasi tre in caso di intervento con conseguente rientro di Sanchez nel 2020. L'Inter - si legge - sembra intenzionata a procedere con l'operazione e anche lo United, detentore del cartellino, punta alla risoluzione definitiva del problema.

EFFETTI COLLATERALI - L'infortunio del cileno toglie una jolly a Conte in un momento topico della stagione nerazzurra: secondo la Rosea, però, l'Inter non ricorrerà a situazioni di emergenza prendendo uno tra gli svincolati né modificherà il programma per gennaio quando il club nerazzurro cercherà un vice-Lukaku. "La prima mossa, già nella giornata di oggi, sarà quella di bloccare Sebastiano Esposito, che dal 26 ottobre sarebbe dovuto essere in Brasile, per giocarsi il Mondiale Under 17 con l’Italia. Seba di quel torneo sarebbe stato la stella, ma nei prossimi mesi verrà utile a Conte, trovando l’esordio in campionato che «ancora» manca", spiega la Gazzetta dello Sport che poi chiude con Politano: "Per lui Antonio Conte aveva disegnato un ruolo da «guastatore» a gara in corso, e Matteo da subentrante aveva dimostrato di poter garantire accelerazioni e conclusioni quasi immediate. Ora, però, serve anche un titolare alternativo a Lukaku e Lautaro (si gioca ogni tre giorni) e «Poli» dovrà dimostrare di poterlo fare da punta. Si è aperta una falla, qualcuno deve fare un passo avanti per chiuderla".

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