Simoni: “La mia Inter una squadra di fenomeni. Icardi? Prima di lui ha sbagliato Mancini”

L’ex tecnico dell’Inter ha parlato del suo periodo in nerazzurro

di Andrea Della Sala, @dellas8427
Gigi Simoni intervistato da Fcinter1908

Intervistato da Il Giornale di Sicilia, l’ex tecnico dell’Inter Gigi Simoni ha parlato del suo periodo in nerazzurro, ma anche del caso Icardi e degli errori fatti dal club nerazzurro nella gestione del giocatore.

Da allenatore dove raggiunse il momento più alto?
“All’Inter. Nella stagione 1997/98 formammo un gruppo di ferro, tutti seppero dare il loro contributo. Dicevano ci fosse delle spaccature all’interno dello spogliatoio, ma non era vero. A differenza di quanto si creda, L’inter fu la squadra più facile da allenare”. 

Fu quelli il campionato del suo ‘si vergogni’ rivolto all’arbitro Ceccarini durante Juve-Inter. Pensa mai a quel 26 aprile?
“Sono andato avanti ed era l’unica cosa da fare, considerato che era troppo evidente quanto stava succedendo. Poi la storia e la giustizia hanno svelato la verità e allora tutti ci siamo dati delle risposte”. 

Lei in quella stagione vinse la Coppa Uefa e perse lo scudetto, eppure Moratti la mandò via. Ha mai capito il perché?
“Non lo capii. Parecchio tempo dopo, Moratti mi disse che era dispiaciuto per avermi allontanato dalla panchina, avevo vinto la Coppa Uefa e la panchina d’oro e avevo appena battuto il Real Madrid in Coppa dei Campioni…”.

Cosa ricorda di quell’Inter targata Ronaldo?
“Una squadra di fenomeni, i Moratti ci dicevano che non avevano mai avuto una squadra così forte. I calciatori erano di talento ma la vera forza era il gruppo. Era una famiglia, tutti collaboravano. Da quella squadra si sarebbe potuto creare un gruppo vincente”. 

Il fatto che foste una grande famiglia è confermato dal fatto che a ogni gol realizzato, i calciatori venivano ad abbracciarla in panchina
“Si era venuto a creare un clima di amicizia. Affetto puro, per questo, quando giocammo in quel famoso 26 aprile contro la Juve l’intera squadra andò a chiedere spiegazioni all’arbitro”. 

Ha seguito lo scontro televisivo tra Adani e Allegri? Chi ha ragione?
“Ha ragione Allegri in pieno. Adani non ha mai allenato, è un ex giocatore conosce il gioco, ma non sa cosa vuole dire allenare”.

Lei ha lanciato tra i grandi Bruno Conti, Andrea Pirlo, Alberto Gilardino. Chi sono adesso i giovani più interessanti?
“Zaniolo è forte, può giocare ovunque. Sono felice che finalmente ci sia attenzione verso i giovani. All’Inter vedrei bene Van de Beek, De Ligt e Chiesa”. 

Come giudica la faccenda Icardi?
“Icardi ha sbagliato, ma prima di lui ha sbagliato Mancini che gli diede la fascia. Icardi è un grande talento, ma essere capitano vuol dire essere altro. Di certo, togliergli la fascia in quel modo, è stato un altro errore”.

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