Simoni: “Ronaldo era eccezionale, il migliore di tutti: ma aveva un difetto. Quell’Inter…”

Le parole dell’ex allenatore dell’Inter

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Nel giorno del suo 80esimo compleanno, l’ex allenatore dell’Inter Gigi Simoni ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni de La Nazione. Questo il ricordo più bello del tecnico: «Dal punto di vista tecnico certamente la vittoria in Coppa Uefa col 3-0 sulla Lazio. Ricordo i giocatori prima della finale molto concentrati e tesi. Feci di tutto per caricarli, in campionato avevamo difficoltà. Ronaldo era il più sereno fra tutti come sempre e mi propose una scommessa: ‘Mister se vinciamo, ti taglierai tutti i capelli’. Il giorno dopo mi rasò con la sua macchinetta».

Da Ronaldo a Cristiano Ronaldo. E magari mettiamoci anche Messi. Chi è il più forte?
«Piano… Ronaldo, quello vero, l’ho allenato io. Era eccezionale, il più forte di tutti. Aveva un solo difetto: beveva troppa coca-cola, ma fui io a dargli il permesso. Ronnie meritava un trattamento speciale per il suo valore. Però non me la sento di fare paragoni, i campioni si rinnovano… Il mio Ronaldo è stato sfortunato, a causa di brutti incidenti e quella strana malattia che lo colpì ai mondiali. Ho ancora vivo il ricordo di lui barcollante sulla scaletta dell’aereo, piansi vedendo quell’immagine…».

Oggi da chi vorrebbe ricevere i primi auguri?
«Magari da qualche giocatore che mi diede la possibilità di portare a casa quella coppa o qualche allenatore… Oppure un presidente. Ecco, dovessi dire un nome farei quello di Massimo Moratti, anche se ci sentiamo spesso. E poi penso a Edmondo Fabbri: peccato non ci sia più, ma lui fu quello che per tre volte mi diede la possibilità di annusare l’ aria nel ritiro della Nazionale…».

Torniamo al suo rapporto speciale con Moratti…
«Uno dei due grandi presidenti che ho incontrato. L’altro è Ferlaino. Ho avuto ottimi rapporti con entrambi, del resto mi è accaduto con tutti perché io sono uno che non manda a dire le cose. Con Moratti la stima reciproca non è mai mancata. Ma clorenei pure Ferlaino, non perché è stato il mio grande presidente, ma perché era davvero un competente di calcio. Veniva a trovarmi in ritiro e guardavamo insieme filmati di calcio per tutta la notte. Non aveva grandi forze economiche ma era un genio. Mi spiace solo il modo in cui fui esonerato dopo la semifinale di Coppa Italia. Poi ricordo anche la mia esperienza da calciatore a Napoli. Ero con Lauro, non si vedeva quasi mai. Vincemmo con la Roma in Coppa Italia 1-0, mi volle nel suo ufficio per farmi i complimenti e quando entrai lo trovai in mutande… (ride)».

La fa meno ridere il fatto che negli quattro lustri si è parlato di Simoni soprattutto per il contatto Iuliano-Ronaldo del ’98.
«Certo, un po’ di fastidio lo avverto. Ma ormai sono passati 20 anni e vedo che nessuno ha cambiato idea… Comunque se si parla ancora di quell’azione vuol dire che è passata alla storia. Perdemmo la partita e forse lo scudetto, quello resta il mio più grande rimpianto… ed anche il più grande scandalo del calcio italiano. Avevo una squadra di uomini veri, quel titolo lo meritavamo».

Oggi invece la Juve fa un un campionato a senso unico. Si aspettava qualcosa in più dall’Inter di Spalletti?
«La Juve è imbattibile… Conosco bene “Acciughina” Allegri, ha giocato anche nel Pisa. Da giocatore, come tanti livornesi, era una testa matta. Adesso quando parla quasi non lo riconosco. E’ davvero cresciuto. Ma sarò sincero: per il secondo posto pensavo all’Inter, ma ha perso troppe occasioni importanti…».

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