Vocalelli: “Icardi via dall’Inter, il vero obiettivo non è Dzeko ma un nome che non lascerà rimpianti”

Vocalelli: “Icardi via dall’Inter, il vero obiettivo non è Dzeko ma un nome che non lascerà rimpianti”

L’editoriale di Alessandro Vocalelli su Tuttosport: “L’Inter, con Icardi, ha ribadito un concetto indiscutibile”

di Redazione1908

Alessandro Vocalelli, nel suo editoriale per Tuttosport, ha parlato del caso Icardi, il giorno dopo il ritorno in gruppo del centravanti argentino: “E così Icardi è tornato ad allenarsi in gruppo, che non vuol dire comunque far parte del gruppo. Per quello – per sentirsi pienamente organico alla squadra – ci sarà bisogno di tempo, di verifiche, di un graduale reinserimento dal punto di vista psicologico molto più che tecnico. E’ importante però che il disgelo sia cominciato, perché è essenziale per il giocatore ritornare ad essere protagonista ed è fondamentale per la società salvaguardare anche un suo patrimonio. Già, perché bisogna dire – e va detto – che l’Inter è comunque andata al di là dell’interesse immediato – magari una Champions League da preservare – per imporre una linea di principio da grande club.

I dirigenti, a cominciare da Marotta, si sono a un certo punto trovati di fronte a un bivio: far finta di nulla, girarsi dall’altra parte di fronte a situazioni che stavano diventando sempre più imbarazzanti, oppure intervenire, a costo di scatenare un polverone? Giustamente si è scelta la seconda strada, perché il silenzio, l’ambiguità, finiscono sempre per scontentare tutti e creare un clima di abbandono generalizzato. L’Inter, con Icardi, ha in pratica ribadito un concetto indiscutibile: il capitano, come tale, ha il dovere di preservare il gruppo, di difendere e tutelare i compagni, di essere il primo eventualmente a rispondere agli attacchi esterni. E se tutto questo è vero – ed è vero – come si potevano tollerare le critiche al gruppo, alla scarsa assistenza ricevuta dai compagni, lanciate paradossalmente dalla famiglia e dalla procuratrice del capitano, senza che l’interessato spendesse una parola in proposito?

D’altronde, per rifare la storia, partendo proprio da questo assunto il club ha deciso di assegnare a un altro la fascia di capitano, non certo di provvedere a mettere un giocatore fuori rosa. Se Icardi per oltre un mese è rimasto ai margini, è bene ricordarlo, non è per volontà del club, ma per la scelta dell’interessato di dedicarsi alla cura e alla guarigione di un ginocchio. Tante critiche si è beccato pure Spalletti, che non avrà sicuramente un carattere arrendevole, anzi è pronto a trasformare spesso un confronto in scontro, ma in questa occasione ha dovuto fare una semplice scelta: girarsi anche lui dall’altra parte o ammettere che un capitano dev’essere il leader e non – magari indirettamente – il censore dei compagni? Giustamente, da uomo di sport, ha scelto la seconda strada. Ora per l’Inter e per Icardi si prospettano due mesi di convivenza, pacifica il più possibile, nell’interesse comune. Poi se davvero arriverà il giovane Luka Jovic – l’obiettivo vero molto più di Dzeko – si potrà voltare decisamente pagina. Senza rimpianti”.

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