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Zanetti: “Integrazione sociale fa parte del dna dell’Inter. Razzismo è problema trasversale”

Javier ha parlato a centinaia di ragazzi che si sono riuniti nell'aula Paolo Sesto in Vaticano per 'Il calcio che amiamo"

Eva A. Provenzano

Il tema dell'inclusione. Di questo ha parlato Javier Zanetti, vice presidente dell'Inter, dall'Aula Paolo Sesto in Vaticano dove si sta tenendo l'evento, organizzato de La Gazzetta dello Sport, 'Il calcio che amiamo', davanti a centinaia di giovani, un incontro che culminerà con le parole di Papa Francesco, argentino proprio come Pupi. Questo è stato il messaggio dell'ex capitano nerazzurro:

-Impegnato nel sociale con la Fondazione Pupi e insieme all'Inter hanno dato un messaggio forte contro il razzismo dopo quanto accaduto con i cori razzisti a Koulibaly, hanno ideato la campagna Buu. Javier ce la spieghi? 

Buongiorno a tutti, è un'emozione essere qui e vedere questo entusiasmo. Il problema del razzismo è un problema serio nel mondo del calcio, serve un impegno notevole in maniera trasversale. Abbiamo deciso di scendere in campo in maniera concreta con la campagna Buu per trasmettere valori forti, che potesse arrivare ai tanti campioni del mondo che amano lo sport. Fa parte del dna dell'Inter: integrazione sociale è alla base del nostro club da sempre, lo fa da sempre con Inter Campus. Il calcio arriva ovunque e può trasmettere tanti valori, così tutti questi ragazzi possono crescere con valori veri. 

-Javier, c'è stato uno stadio nel quale più di tutti ti sei emozionato per il tifo positivo? 

Potrei dire San Siro, casa mia per tanti anni. Tantissime volte si sono verificati momenti di tifo positivo. Anche nel resto del mondo però ci sono tanti stadi dove la gente porta rispetto e da questi aspetti positivi bisogna ripartire, tutti insieme per poter combattere contro il razzismo. 

(Fonte: gazzetta.it)

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