ESCLUSIVA Samaden: “Formazione? Inter è il top, Brocchi smentito pure dal Cies. Le sue frasi…”

ESCLUSIVA Samaden: “Formazione? Inter è il top, Brocchi smentito pure dal Cies. Le sue frasi…”

di Sabine Bertagna, @SBertagna

Vincere un derby Primavera conta. Eccome se conta. Lo si percepisce anche dalle dichiarazioni degli sconfitti, a fine partita. Quelle di Cristian Brocchi, che ieri, per esempio, dopo la vittoria dei nerazzurri, si è fatto scappare qualche frecciatina all’Inter: “Siamo riusciti a dare alla prima squadra uno come Calabria, abituato a leggere certe situazioni, a giocare con la palla bassa, a guardare in avanti e non indietro. Noi puntiamo su questo, loro su altro. Abbiamo due filosofie diverse. Noi puntiamo su un percorso di crescita dai pulcini fino alla Primavera, loro vanno su giocatori già pronti sul piano fisico. Non si può criticare nessuna delle due filosofie. Noi però vogliamo crescerli così.” Un discorso che trascendeva la singola partita e che non trova alcun riscontro nei fatti.

L’Inter, infatti, è stata recentemente inserita in uno studio del CIES per quanto riguarda il settore giovanile. Che cosa ne è emerso? Nella graduatoria che prende in esame i cinque maggiori campionati europei (Spagna, Francia, Italia, Inghilterra e Germania) il primo settore giovanile italiano che produce giocatori per gli stessi campionati è proprio l’Inter. La seguono Atalanta e Roma. Del Milan nessuna traccia. I numeri raccontano di un settore giovanile particolarmente bravo in tutti gli ambiti, a partire dalla selezione, passando per la formazione e arrivando alla Primavera, trampolino per la massima serie. A questo proposito abbiamo pensato di intervistare proprio il responsabile del settore giovanile dell’Inter, Roberto Samaden. Per parlare del derby appena vinto, ma soprattutto per commentare le dichiarazioni di Cristian Brocchi…

Che tipo di derby è stato qullo di ieri? Che cosa ha detto sul campionato e su Inter e Milan, nello specifico? 

Il derby è stato una bella partita, una partita aperta e combattuta. Il Milan è sicuramente una delle favorite per la vittoria finale visto che il gruppo dei ’98 è considerato da anni il dream team italiano. Abbiamo avuto l’atteggiamento giusto in partita e abbiamo creato un buon numero di occasioni da gol. Credo che la vittoria sia stata meritata anche se il Milan ha onorato fino in fondo la partita e ci ha messo per alcuni tratti in difficoltà. Come è normale che sia successo, visto il valore del loro gruppo.

Forse in uno dei maggiori momenti di sofferenza, nel finale della partita, è arrivato il raddoppio. Una liberazione. E citando le dichiarazioni di Felipe Melo di alcuni giorni fa per le quali soffrire insieme aiuta a fare squadra e dà consapevolezza al gruppo…

Penso che siamo stati molto squadra, ma lo siamo un po’ con tutte le nostre categorie. Il grande merito deve essere dato all’allenatore Stefano Vecchi. Già l’anno scorso ha dimostrato di essere molto bravo a preparare i giocatori per il grande salto. Abbiamo avuto diverse occasioni prima di chiudere la partita, come anche il Milan è stato pericoloso. Mi fa piacere sottolineare come nell’azione del gol di Correia abbiamo dato dimostrazione di qualità individuale e di gioco collettivo perché abbiamo fatto una combinazione e una serie di passaggi che si sono conclusi con un gol molto bello. Quindi onore al Milan. Abbiamo vinto contro una grande squadra: è una delle due-tre favorite per la vittoria finale quindi siamo molto soddisfatti.

Vecchi ha dato grande merito al Milan, come stai facendo anche tu ora- Brocchi, invece, non ha avuto lo stesso atteggiamento a fine partita e ha voluto fare un appunto e lanciare una frecciatina parlando di due filosofie diverse. Quella del Milan volta a crescere i giovani dai Pulcini alla Primavera, quella dell’Inter che invece tenderebbe a servirsi di giocatori già pronti…

Conosco Cristian Brocchi, oltre ad essere un ottimo allenatore è un bravissimo ragazzo. Penso che non volesse assolutamente mettere in discussione la capacità dell’Inter di formare i giocatori. Anche perché chiunque sia informato e sappia di settore giovanile sa bene, anche in base alle statistiche, che negli ultimi due anni siamo il club che fornisce in Italia più giocatori per le top 5 League. E’ una statistica del CIES, siamo noi il club italiano a fornirne in maggior numero. Al secondo posto c’è l’Atalanta, al terzo la Roma. Non credo che Brocchi si riferisse al nostro progetto di formazione perché ovviamente sarebbe chiaramente fuori da ogni logica. Sono sicuro che non volesse farlo, né d’altra parte credo che si riferisse alla nostra capacità di portare giocatori in prima squadra. In questo momento ne abbiamo 6: Berni, Santon, Biabiany, Gnoukouri, Dimarco e Manaj, fra cui un ’96. Dimarco come Calabria è partito dai pulcini. Credo che vada sottolineata la nostra capacità come club di andare a prendere giocatori anno per anno.

Capisco anche che questo è il terzo derby di Primavera in campionato in cui prevaliamo per cui è anche giustificato che a caldo si possano rilasciare delle dichiarazioni nelle quali si cerca di trovare delle motivazioni a questi risultati. E’ una sconfitta e penso che nella formazione dei giocatori sia importante non dare alibi ai ragazzi. Penso anche che alla fine di una partita in serie A giocatori e allenatori rilascino dichiarazioni a caldo, noi dirigenti magari abbiamo la fortuna di fare riflessioni con più tranquillità e non siamo sempre chiamati a parlare. Sono sicuro che Brocchi non volesse riferirsi in particolare a critiche nei nostro confronti, sarebbe facilmente smentito dai fatti. Lo riconduco più a una dichiarazione a fine partita: hai perso il derby e ti brucia un po’. Quindi cerchi un po’ di dare una motivazione alle sconfitte.

Ho grande rispetto per tutti, principalmente per il Milan che è il nostro avversario per tradizione e ho un ottimo rapporto con Filippo Galli, che dal mio punto di vista sta svolgendo un lavoro eccezionale. Non penso che ci fosse malizia. Per quanto riguarda le dichiarazioni a caldo non è la prima volta e non sarà l’ultima che gli allenatori dopo una sconfitta le fanno. Non dimentichiamoci che il derby è una partita sentita, nel derby Primavera gli allenatori smaltiscono l’adrenalina dopo un po’. Non ci ho visto e non ci vedo vene polmeiche, ma il tentativo di dare una motivazione e una giustificazione ai risultati degli ultimi derby. E’ finita lì. Ripeto, grande rispetto per il Milan e per il suo progetto.

E’ difficilmente proponibile un pensiero che metta in dubbio il progetto di formazione dei giovani dell’Inter perché parlano i numeri e i giocatori che formiamo per tutti i più importanti campionati europeri oltre a quelli che abbiamo in prima squadra.

Negli ultimi anni sono tanti i giocatori che dopo un percorso iniziato nei Pulcini sono approdati alla massima serie…

Penso che bisogna avere grande rispetto e guardare sempre in casa propria. Ognuno ha il diritto di portare avanti il proprio progetto. La chiave è proprro quella di non cercare di paragonare il proprio progetto a quello degli altri. Ognuno ha il diritto di formare i propri giocatori come meglio crede. Fondamentalmente qualsiasi persona si occupi di sport deve preoccuparsi di guardare in casa propria. Ognuno può decidere di fare mercato prima, durante o dopo. Noi lo facciamo molto bene con i piccoli, con quelli di media età e anche con quelli grandi. Per quanto riguarda il sistema di selezione abbiamo una grande capacità che riguarda il selezionare sia nell’attività di base, sia nelle giovanili e negli allievi, sia di effettuare colpi come quelli di Manaj e Gnoukouri che permettono all’Inter di avere dei giovani da portare in prima squadra.

A segnare il secondo gol un giovanissimo classe ’99: Pinamonti classe. Un’ulteriore conferma del lavoro nella crescita dei giovani in casa Inter…

Assolutamente sì. Pinamonti non è una sorpresa, lo abbiamo scoperto da piccolino. E’ arrivato da noi a 14 anni e noi pensiamo che un mix tra la prima selezione e inserimenti mirati ci possa permettere di ottenere i risultati per i quali siamo considerati il miglior settore giovanile d’Italia e uno dei migliori d’Europa in termine di produzione dei giocatori. Poi ognuno può avere la propria filosofia ma non esiste che una sia giusta o sbagliata. Chi opera nel mondo dello sport deve essere bravo a guardare in casa propria e a rispettare gli altri. Non abbiamo la ricetta, per noi parlano i dati, i risultati e le statistiche. E per il momento molto siamo soddisfatti del lavoro che facciamo e che ci viene riconosciuto un po’ da tutti. 

RINGRAZIAMO L’UFFICIO STAMPA DEL’INTER E ROBERTO SAMADEN PER LA DISPONIBILITA’

 

 

 

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