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Berlusconi: “Grande stima di Pioli, stagione strana per il Milan. Un po’ a fasi alterne”

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Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il presidente del Monza ed ex presidente del Milan Silvio Berlusconi ha parlato del presente del club rossonero. 

Andrea Della Sala

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il presidente del Monza ed ex presidente del Milan Silvio Berlusconi ha parlato del presente del club rossonero.

Berlusconi: “Grande stima di Pioli, stagione strana per il Milan. Un po’ a fasi alterne”- immagine 2

Come valuta la stagione del Milan? Confermerebbe Pioli per la prossima stagione?

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«Devo fare una premessa: io sono sempre un tifoso del Milan e ovviamente guardo le vicende dei rossoneri con grande partecipazione. Ma sono anche l’ex-presidente del Milan e oggi il presidente di un’altra squadra di Serie A. Non sono dunque in condizione di dare consigli di questo genere, anche per rispetto dell’attuale proprietà. Posso solo dire che ho molta stima di Pioli e che quella del Milan è davvero una stagione strana, un po’ a fasi alterne. Il Milan ha giocato delle partite bellissime ma ha avuto cedimenti inspiegabili».

pioli milan sassuolo

Può essere l’allenatore giusto per riportare la Coppa ai milanisti?

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«Le ripeto, Pioli ha dimostrato di essere un grande allenatore vincendo lo scudetto della scorsa stagione, ma non sta a me dare valutazioni di questo tipo. Io mi limiterò a tifare Milan, con un po’ di sofferenza, perché Napoli è davvero la mia “seconda città”, a cui sono legatissimo anche da ragioni familiari. E poi ho scritto più di cento canzoni in lingua napoletana!».

Come proprietario di un club di A, avrà di sicuro idee per risollevare il calcio italiano. Qual è la strada da percorrere?

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«Il gap che si è creato rispetto alle squadre inglesi, tedesche, spagnole, è difficile da colmare nella situazione attuale. Quest’anno in realtà ci sono indizi confortanti: la presenza di sei squadre italiane nei quarti di finale delle coppe europee, fra le quali tre in Champions, è un segnale di ripresa della qualità del nostro calcio. Però le nostre squadre scontano due handicap. Il primo sono gli stadi, obsoleti, scomodi, nella maggior parte dei casi con cattiva visibilità per colpa della pista di atletica. Questo scoraggia il pubblico e riduce i ricavi. Il secondo tema, ancora più importante, sono i diritti televisivi. Senza adeguate risorse che vengano da quella che oggi è una essenziale fonte di finanziamento, è davvero difficile costruire squadre competitive».

 

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