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Biasin: “Inter-Juve decisiva. Conte, se dici ai tifosi che il modello è quello dei nemici…”

Il pensiero di Biasin verso Inter-Juve

Matteo Pifferi

Direttamente dalle colonne di Libero, Fabrizio Biasinha spiegato perché, secondo lui, Inter-Juventus è decisiva:

"Se vi dicono che Inter-Juve di oggi non è decisiva, fidatevi, vi stanno raccontando una cazzata (diretta Sky ore 20.45). Sì, è vero, siamo ancora nel girone di andata e c’è tutto il tempo per rimediare a un’eventuale frittata, ma quella in programma questa sera non è una partita qualunque. Cioè, non lo è mai stata, ma questa volta anche di più per svariati motivi, eccoli. 1) In campo scendono le due principali candidate alla vittoria dello scudetto. La Juve perché lo vince da 9 anni filati e ha un monte ingaggi che non ammette “secondi posti”, l’Inter perché nonostante abbia investito assai (soprattutto per mettere in panchina un allenatore “da titolo”) è già uscita dall’Europa. 2) Entrambi gli allenatori sono discepoli del motto “vincere è l’unica cosa che conta” e, infatti, nessuna delle due tifoserie perdonerà un pareggio, figuriamoci una sconfitta. 3) Pirlo è un tecnico esordiente ma questa cosa diventa insignificante agli occhi di noi giudici da Bar Sport: se alleni la Juve non esiste apprendistato. In più i tifosi dei pluri-campioni sono abituati a vincere qualunque scontro diretto (l’anno scorso due su due contro i nerazzurri, “nonostante” il mal sopportato Sarri) e, in generale, le partite “spartiacque della stagione”. Se il barbutissimo dovesse lasciare sul prato i tre punti i critici farebbero risuonare la grancassa: «Ma era il caso di affidarsi a un non-allenatore?».

GAP - "4) Per Conte la situazione è ancora più chiara. L’anno scorso l’ex ct ha perso senza combattere entrambe le sfide, in più arriva dal ko con la Samp e dal pareggio con la Roma, quest’ultimo “agevolato” dalle sue sostituzioni: perdere con i suoi ex datori di lavoro non comprometterebbe la corsa al tricolor, ma farebbe incazzare - e non poco - la sua tifoseria. 5) Le conferenze pre-partita non aiutano. Conte dice così: «Nessuno in Italia può dire di aver colmato il gap con la Juventus». E così: «La Juventus deve rappresentare un parametro di riferimento, in questi anni ha stra-dominato in Italia e vuole continuare a farlo per il 10° campionato di fila. Quando una squadra vuole capire a che livello è arrivata, non può che misurarsi con la Juventus. Il rispetto è il minimo che si possa avere». E così: «Non voglio indicare una favorita per la vittoria dello scudetto. L’anno scorso abbiamo accorciato, ma precedentemente il distacco era molto ampio, non era certo una bella cosa. Il gap è stato colmato? No. Perché loro hanno continuato a operare in maniera importante, riuscendo sempre a cambiare, a ringiovanire, a prendere giocatori di esperienza. Sarebbe illusorio pensare di aver annullato il gap. Però attraverso il lavoro alcuni club, come l’Inter, si stanno avvicinando». Tutte cose vere, per carità, ma strategicamente poco accettabili. Se dici ai tuoi tifosi che il modello è quello dei lori acerrimi rivali, i tuoi tifosi difficilmente stenderanno il tappeto rosso".

MERCATO - "E poi, diciamola tutta, se è vero che la Juve ha ancora un organico più completo (ma oggi dovrà fare a meno di De Ligt, Cuadrado, Alex Sandro, Dybala) è anche vero che i nerazzurri hanno investito circa 200 milioni per i soli Lukaku, Barella, Hakimi, Eriksen e, soprattutto, hanno puntato molto su uno dei tecnici più bravi al mondo, che poi è proprio Conte. I suoi 15 anni di panchina (con 8 trofei) sono il valore aggiunto rispetto alla prima esperienza del suo amico/avversario Pirlo".

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