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Boninsegna “Lukaku il mio erede. Io alla Juve non volevo andarci, all’Inter si pentirono e…”

Bonimba ha rilasciato un'intervista a Tuttosport

Matteo Pifferi

Lunga intervista concessa a Roberto Boninsegna, ex attaccante dell'Inter, ai microfoni di Tuttosport. Bonimba parte dai due titoli di capocannoniere vinti in carriera:

«Ne ho vinte tre poiché nel Campionato 1973-74 ho segnato 24 reti, esattamente come Chinaglia al quale andò il Trofeo di cannoniere. Per una sua valutazione mi tolsero un gol che segnai su punizione al Cesena. Sassi sosteneva che c’era stata la deviazione della barriera: non era vero, avevo dato io l’effetto alla palla. Chi omologava la classifica cannonieri ascoltò Sassi».

GOL DI TESTA - «Certe volte mi marcavano avversari spilungoni però io grazie ai muscoli delle gambe saltavo più in alto e di testa segnavo spesso. Lo stopper più forte che mi ha marcato? Rosato quando era al Milan».

LUKAKU - «Adesso l’Inter ha Lukaku con le mie caratteristiche. Negli Anni ’70 la vita era più dura per la prima punta, con marcature strette e l’intervento del libero. Ora si gioca a zona e un attaccante può addirittura scegliere da chi farsi marcare».

EUROPA LEAGUE - «L’Inter può vincere l’Europa League».

SEMIFINALE DI COPPA DELLE FIERE CON L'ANDERLECHT - «A Milano la nostra luce si spense dopo 10 minuti. Pur avendo ancora l’ossatura della grande Inter la nostra squadra era in declino. E’ uno dei motivi per i quali lo scudetto venne vinto dal Cagliari con noi al secondo posto».

AVVIO LENTO NEL '71 MA POI FU SCUDETTO - «In molti all’Inter eravamo reduci dal Mondiale di Messico ’70, avvertivamo lo stress per le vacanze troppo brevi e così inizialmente il Milan ci distanziò».

FINALE DEL '72 PERSA CON L'AJAX - «Un Ajax fortissimo e io nel primo semestre ’72 ero spesso infortunato. Infatti vinsi la classifica cannonieri con 22 reti di cui solo 7 nel girone di ritorno». Seguirono delle stagioni opache: «L’Inter non comprò giocatori all’altezza. Abbiamo anche avuto Helenio Herrera per una stagione. Ma il “Mago” non mi era simpaticissimo, negli Anni 60 aveva preferito altri a me».

SCAMBIO CON ANASTASI - «Non volevo andarci terrorizzato dall’idea di allenarmi con diversi giocatori coi quali in passato avevo litigato durante le partite fin dal Torneo di Viareggio. Inoltre il nuovo allenatore alla Juve era Trapattoni che da giocatore, nei derby, mi aveva marcato e tra noi c’era stata elettricità. Alla Juve l’ambiente era stupendo, ci ho giocato tre magnifiche stagioni, con gli altri giocatori si è creato notevole affiatamento e anche con Trapattoni che essendo giovane allenatore veniva comunque aiutato da Boniperti».

PENTIMENTO INTER - «All’Inter si pentirono di avermi ceduto alla Juve: me lo rivelò lady Renata moglie del presidente Ivanoe Fraizzoli. La first-lady ammise che Ivanoe aveva ascoltato chi consigliava in modo errato».