Coronavirus, Briatore: “Perché l’operaio deve rischiare il contagio e il calciatore no?”

Le parole del noto imprenditore ai microfoni del Corriere dello Sport

di Daniele Vitiello, @DanViti
Nel corso dell’intervista concessa ai microfoni del Corriere dello Sport, Flavio Briatore ha parlato della possibile ripartenza dello sport nella fase 2 della gestione del Coronavirus:
«Il protocollo che va bene per le fabbriche non può andar bene per il calcio? L’operaio che rischia il contagio per mille e duecento euro al mese sì e il calciatore giovane e iper-tutelato no? Si può giocare a porte chiuse, tanto la gente il calcio lo guarda alla tv. Se non fossi coinvolto nella F.1 anche i gran premi li seguirei alla televisione. Non capisco chi si dichiara contrario alla ripartenza del campionato. Come sempre qualcuno ragiona esclusivamente per interessi personali. Io i presidenti li conosco bene, alcuni benissimo. E non potrebbero ripartire anche altre discipline? Il tennis, il nuoto. Io sono preoccupato anche per il turismo, i viaggi. Proprio oggi Emirates è volata ad Algeri, hanno fatto il test a tutti i passeggeri, una goccia di sangue. Finito in sette minuti. Troppe voci, troppi virologi, immunologi, dieci, dodici li trovo sempre in tv. Uno è costantemente in cuffia. Ma in ospedale non vanno mai?».
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