Libero – Buffon può bestemmiare: niente squalifica. Graziato dal giudice: 2 pesi e 2 misure?

Il portiere della Juve non è stato fermato dopo l’episodio ripreso dalle telecamere durante la gara contro il Parma

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

Il Giudice Sportivo grazia Gianluigi Buffon. Dopo la bestemmia ripresa dalle telecamere in occasione della sfida tra Parma e Juventus, a differenza del centrocampista della Roma Bryan Cristante – fermato per un turno dopo lo ‘sfogo’ in seguito all’autogol nella gara di Bologna – il portiere dei bianconeri non è stato squalificato.

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Buffon può bestemmiare” titola il quotidiano Libero, che analizza il caso: “Nel finale della partita di sabato contro il Parma, si è sentito chiaro come il portiere della Juve si sia rivolto a Portanova, appena entrato: «Porta, mi interessa che ti vedo correre e stare lì Dio c**e a soffrire eh, il resto non me ne frega un c***o». Se Cristante, ma si potrebbe citare anche il caso precedente (marzo 2020) di Donati durante Lecce-Atalanta, è stato fermato dal giudice sportivo (quindi dalla prova tv) per «piena garanzia tecnica e documentale» delle immagini a disposizione, Buffon pare si sia “salvato” perché che non ci sarebbero primi piani dell’episodio a renderne immediato il riconoscimento, oltre al fatto che al giudice non è arrivato materiale dalla Procura federale. Eppure, il video virale sui social spazza ogni dubbio, inequivocabile. Due pesi e due misure? O a pensar male si fa peccato?”.

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Libero scava nei precedenti e ricorda quelle che definisce “uscite a vuoto con la lingua” di Gigi Buffon nel corso della sua carriera: “«In famiglia ho uno zio che fa un po’ il porcellino», aveva detto Gigi per spiegare che nel suo labiale dopo la papera durante Juve-Genoa (21 febbraio 2010) c’era una “z” (zio) e non una “d”. Nell’ottobre 2016 fu colto dalle telecamere Rai a bestemmiare in diretta dopo un errore nella gara dell’Italia con la Spagna ed era successo anche agli Europei precedenti, proprio contro gli spagnoli. Per questo si era beccato pure un Tapiro d’oro da Striscia la Notizia: «Chiedo scusa, se un giorno avrò la fortuna di incontrare Dio sarà lui a decidere se perdonarmi». Qualche anno prima Gigi era stato strigliato pure da Trapattoni: «Lascia stare la Madonna. Sei tu che non hai parato, mica Lei». Ironia, pochi anni dopo lo stesso Trap venne cacciato dal ruolo di commentatore Rai per aver bestemmiato in diretta. «Ma era solo un orcozio, un modo di dire popolare dalle mie parti», la sua difesa. Poveri zii… Certo è che se fra i pali Buffon resta un riferimento pure a 42 anni, a parole ha sempre combinato di tutto. La sinistra gli è saltata al collo varie volte per l’uso disinvolto di espressioni e simbologie riconducibili all’estrema destra (come il “Boia chi molla” e il numero 88 sulla maglia ai tempi del Parma, o la croce celtica sullo striscione “Fieri di essere italiani” esibito nella parata per la vittoria dei Mondiali 2006) e in campo si è beccato strali trasversali. Alle volte bigotti, come quando ribadì una regola non scritta del calcio, il famoso «meglio due feriti che un morto», riferito alle presunte combine dell’ultimo calcioscommesse: e peccato che per il biscotto Danimarca-Svezia di Euro 2004 la pensasse così: «Una vergogna». Altro caso, quello del gol fantasma di Muntari di Milan-Juve 2012, dopo il quale era stato anche fin troppo sincero (per alcuni anti-sportivo): «Se mi fossi accorto che il pallone aveva superato la linea bianca non lo avrei detto all’arbitro». Il clou a Madrid, dopo l’eliminazione della Juve causata dal discusso rigore dell’1-3 segnato da Ronaldo a tempo scaduto nel 2018. «L’arbitro ha un bidone dell’immondizia al posto del cuore, mi ha espulso alla mia ultima partita in Champions». In realtà non è stata l’ultima, ma chissà se Gigi imparerà a far evitare alla sua lingua altre uscite a vuoto…”

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