Cassano: “Ausilio il migliore, vede prima i calciatori: ha pescato Kovacic e Lautaro. No alla ripresa”

L’ex attaccante dell’Inter ha parlato del suo futuro, dei suoi progetti e anche del direttore sportivo nerazzurro

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Intervistato dal Corriere della Sera, Antonio Cassano ha parlato dei suoi progetti futuri, della possibile ripresa del campionato e anche del ds dell’Inter Piero Ausilio:

Cassano, cosa farà quando tutto questo sarà finito?
«Forse mi impegnerò di più in televisione. O magari mi dedicherò a un’altra mia grande passione e mi metterò a fare il direttore sportivo. Mi piace da quando ho messo piede a Coverciano per prendere il patentino».

Cos’è che la affascina del mestiere?
«Osservare i calciatori e capirne le qualità. Mi colpiscono aspetti che magari ad altri sfuggono: un passaggio tra le linee, un’apertura di 30 metri. A volte basta questo. È facile spendere un sacco di soldi per chi segna una valanga di gol, ma spesso serve altro».

Qualcuno l’ha contattata?
«In questo mondo devi essere amico dell’amico e io non sono per queste cose. Però ho parlato sei mesi fa con Ferrero, c’era una possibilità con la Samp. Ci saremmo dovuti rivedere tra aprile e maggio».

Se un giorno diventasse davvero ds, chi vorrebbe come allenatore?
«Marcelo Bielsa. Gli metti in mano i calciatori giusti e in 5 o 6 mesi te li fa migliorare tantissimo, non è un caso che Guardiola e Pochettino lo ritengano il numero uno. E anch’io crescerei lavorandoci assieme».

Se dovesse indicare un giocatore da comprare, chi segnalerebbe?
«Segnatevi questo nome: Carrascal. È un ragazzo del River Plate e mi ricorda il primo Kakà per cambio di passo e qualità di palleggio. Se trova l’allenatore giusto, diventa un top».

Chi è il ds migliore?
«Ausilio, perché sa vedere i calciatori prima degli altri. Ha pescato Kovacic a Zagabria, Lautaro in Argentina. Avrà commesso qualche errore, ma chi è che non sbaglia mai?».

Sarri alla Juventus funziona?
«Un po’ mi ha deluso. Un conto è allenare il Napoli, un altro tutti quei campioni. Quelli dopo un po’ che fanno tattica si annoiano, non rimangono due ore sul campo ad ascoltarti. Ti dicono: dammi la palla che ci penso io. Infatti Allegri faceva 20 minuti di tattica il venerdì e provava i calci piazzati il sabato. Stop».

Pensa che il campionato ripartirà?
«Io lo fermerei. Come fanno a ricominciare atleti che sono fermi da due mesi? Dovrebbero giocare ogni tre giorni, ci sarebbero infortuni a raffica: una follia. Negli spogliatoi ci sono 50 persone: come si fa ad azzerare il rischio? Ci sono interessi importanti in ballo, ma non bisogna esagerare».

 

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