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Deroghe per competizioni internazionali e allenamenti: ecco cosa dice il Decreto

Sospese le attività sportive in tutta Italia fino al 3 aprile, ma si possono ancora giocare le partite dell'UEFA

Eva A. Provenzano

Dopo la Lombardia e altre 14 province, tutta l'Italia è diventata zona rossa. O zona protetta, come l'ha definita il Premier Conte quando ha annunciato che le misure prese nelle regioni del Nord sarebbero state estese a tutto il Paese. E tra tutte le raccomandazioni e i diktat c'era anche, nell'articolo 1, la regolamentazione per lo sport: "Sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina, in luoghi pubblici o privati". Fino al 3 aprile. Ma ci sono delle deroghe. Delle eccezioni che riguardano le competizioni internazionali.

E in effetti si legge: "Resta consentito esclusivamente lo svolgimento degli eventi e delle competizioni sportive organizzati da organismi sportivi internazionali, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico". Ovviamente bisogna tenere sotto controllo la situazione attraverso il lavoro dei medici sociali per evitare il rischio che si diffonda il Covid-19.

Per quanto riguarda gli allenamenti nel decreto si legge: "Gli impianti sportivi sono utilizzabili, a porte chiuse, soltanto per le sedute di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, riconosciuti di interesse nazionale dal Coni e dalle rispettive federazioni, in vista della loro partecipazione ai giochi olimpici o a manifestazioni nazionali ed internazionali". Per questo non viene impedito alle squadre italiane di disputare le partite dell'UEFA e l'Atalanta ieri a porte chiuse ha giocato a Valencia. Si attende di capire cosa sarà di Inter-Getafe, valida per l'Europa League. 

(Fonte: gds)

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