Diaconale: “Campionato va finito o il prossimo sarà falsato. Senza conclusione si va nei tribunali”

Il portavoce della Lazio ha parlato ancora una volta della ripresa della Serie A e della posizione del club biancoceleste

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Intervenuto a Tmw Radio, il portavoce della Lazio Diaconale ha parlato delle dichiarazioni di Gravina e della volontà del club biancoceleste di portare a termine il campionato:

Si deve pensare ormai a come ripartire. Ci sono novità?
“Seguo l’evolversi della situazione. Le indicazioni che arrivano sono quelle di una ripresa, restano da stabilire i tempi e i modi in cui può essere effettuata con le massime garanzie per tutti, a partire dai calciatori. Le partite però si svolgeranno a porte chiuse, almeno in questa prima fase”.

Gravina ha detto che sarà dura giocare al Nord:
“Sicuramente è complicato, soprattutto per gli spostamenti, visto che ci sono ancora dei focolai. E’ vero che il calcio è uno sport di contatto, ma il contatto non provoca il contagio. Il problema è impedire che arrivino in contatto giocatori positivi con quelli sani. Non ci siamo resi conto che la gran parte del peso del Coronavirus è gravato sulle famiglie. Non è facile per chi ha sintomi accedere ai tamponi. I giocatori invece vivono all’interno di strutture che devono essere attrezzate dal punto di vista sanitario. Se si garantisse a tutti la possibilità di avere dei controlli, i contagi non ci sarebbero. Ma servirebbe essere tutti organizzati, cosa difficile nel nostro Paese”.

L’ipotesi di un campionato nell’anno solare, in questo momento, è fattibile?
“E’ un’ipotesi che può funzionare. L’esigenza è quella di non mandare in crisi un settore, che non può permettersi di andare in difficoltà. L’unica vera garanzia per tornare a giocare è che in campo non scenda un giocatore contagiato. Servono controlli, anche nei minuti prima che si giochi”.

La stagione attuale però deve finire. Che ne pensa?
“Se non si termina, sicuramente il campionato successivo viene falsato. Perché si porterebbe la mancata conclusione nei tribunali, cosa che inciderebbe sull’andamento del campionato. Mi auguro che sia il campo a decidere chi vince, chi perde, chi andrà in paradiso e all’inferno”.

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