Di Francesco: “Venute fuori le qualità dell’Inter. Cambi modulo? Discorsi che mi infastidiscono”

Le parole del tecnico del Cagliari

di Marco Astori, @MarcoAstori_

Eusebio Di Francesco, tecnico del Cagliari, ha parlato così ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta contro l’Inter: “Sono convinto che i ragazzi abbiano dato tutto, i discorsi tecnico tattici li lasciamo da parte: quando la partita era indirizzata in un certo modo, al di là del cambio modulo di Conte, abbiamo preso due gol su angolo. Questo vuol dire che si è abbassata un po’ la soglia d’attenzione, a differenza del primo tempo dove abbiamo subito con troppa facilità. La squadra ha fatto una gran partita e con personalità: ci siamo abbassati troppo e abbiamo sofferto l’ampiezza.

I sistemi di gioco vanno a morire se ci metti qualità dentro: vengono fuori le qualità individuali e l’Inter ha avuto ragione facendo tre gol in un quarto d’ora. Si passa anche per queste sconfitte nella crescita: avevamo anche uomini di esperienza come Klavan e Nandez. Nel primo tempo abbiamo avuto anche fortuna e bravura col nostro portiere: poi abbiamo avuto anche un buon palleggio, come loro. Quando la gara sembrava indirizzata, vengono fuori i campioni. Mi fermerei sul discorso dei sistemi, mi infastidisce: i gol sono venuti da altre situazioni. Ad inizio partita erano più brillanti loro, abbiamo perso tante situazioni: poi siamo cresciuti in pressione e aggressione.

La squadra più è capace di tenere l’avversario alto, meno soffre: se ti abbassi con l’Inter ti porta a subire situazioni come calci d’angolo, dove soffriamo e dobbiamo migliorare. Cragno in area? Ha scelto lui, è partito e gli ho detto vai: nessuno mi ha detto mancasse un minuto e mezzo, dispiace aver preso gol. La grande occasione l’abbiamo avuta con Cerri. Mi ha fatto arrabbiare il fatto che non si può andare in dieci a staccare per far gol: era sufficiente mettersi con gli altri in maniera più adeguata. Ma sono state altre le situazioni da migliorare, c’è differenza con l’Inter, ma è un peccato: i ragazzi l’avevano preparata con il desiderio di fare un’impresa”.

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