Condò: “Eriksen, compagni poco abituati a cercarlo. L’Inter farebbe bene a…”

Il centrocampista danese è tornato titolare dopo più di un mese

di Fabio Alampi, @FabioAlampi

Paolo Condò, nel suo editoriale per La Repubblica, ha analizzato la vittoria dell’Inter sul campo del Cagliari:

La reazione che più incuriosiva era quella dell’Inter, unica bocciata e dunque a rischio crisi: per quanto la preminenza dell’obiettivo campionato sia sempre stata esplicita, un club con quel passato non può ritenere l’eliminazione totale a dicembre un incidente di percorso, né tanto meno un male necessario per liberare energie in chiave scudetto. Questi sono pensieri da provinciale, non da grande storica del nostro calcio.

Ebbene, l’Inter ha risposto. Ha vinto a Cagliari con un’ottima partita, sinceramente mai in dubbio malgrado l’andamento del punteggio abbia a lungo illuso i padroni di casa. Antonio Conte ha rilanciato dall’inizio Christian Eriksen, il pomo della discordia stagionale, ottenendone un’attenzione persino eccessiva alla copertura, il mantra del tecnico, e dieci minuti di qualità assoluta in fase offensiva, con un assist che Lukaku non avrebbe dovuto sprecare, un tiro che il danese poteva calciare sotto la traversa e non rasoterra — troppe gambe di mezzo, più il bravo Cragno — e un gran cross radente su cui Bastoni ha sfiorato il vantaggio. È abbastanza per restare all’Inter dopo gennaio? Probabilmente no, e infatti Conte ha fatto bene a toglierlo per Sensi dopo un’ora, Eriksen non stava dando più nulla. Un anno di incomprensioni ha scavato un solco non solo tra il danese e l’allenatore, ma anche tra lui e i compagni, poco abituati a cercarlo (e lui dovrebbe cercare di smarcarsi in modo più visibile). Detto questo, Eriksen resta un giocatore di alta qualità pur non essendo funzionale al gioco di Conte: l’Inter farebbe bene a mantenerlo nella propria disponibilità, limitandosi a prestarlo fino a giugno“.
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