CdS – Inter e non solo. -200 mln di potenziali ricavi: pure il Barça apre ai fondi

Il club blaugrana, storicamente nelle mani dei soci, offre una quota tra il 30 e il 49%

di Eva A. Provenzano, @EvaAProvenzano

Il covid19 ha colpito indistintamente tutti o quasi i settori e il calcio non è stato risparmiato. Mancanza di liquidità, mancati incassi e non solo sono alla base di un momento storico difficile. E non solo per l’Inter. Perché se si è parlato della cessione delle quote di Suning (o dell’intera società nerazzurra) si è anche sempre detto che ci sono altre società calcistiche altrettanto in difficoltà in questo momento. Il Corriere dello Sport torna a parlare della questione nerazzurra ma anche di quanto sta accadendo al Barcellona, per esempio. “Il club catalano, di proprietà dei soci, per la prima volta offre quote e asset a investitori esterni: nel 2020 sono mancati 200 milioni di potenziali ricavi“, scrive il quotidiano sportivo. “Come rivela Bloomberg, sui tavoli degli investitori circola il documento di un’operazione che prevede lo scorporo dal club di molte attività commerciali. Asset digitali, accademie calcio in tutto il mondo, gruppo di preparazione sportiva, merchandising verrebbero scorporate in una nuova società. Sul mercato si offre una quota tra il 30% e il 49%. L’advisor è Goldman Sachs (lo stesso dell’Inter.ndr). Secondo i piani la Newco dovrebbe raggiungere nel 2024/25 un fatturato di 386 milioni, con 211 di utile“. 

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Sarebbe la prima volta che il club catalano apre ad azionisti esterni. Perché il Barcellona è di 150 soci che pagano una quota all’anno ed eleggono il presidente del Barça. E per eleggerlo si mette in moto una vera e propria campagna elettorale, proprio come sta accadendo in questo periodo. Sta per cominciare una vera e propria rivoluzione al club blaugrana, il club apre ad investitori esterni. E il motivo è presto detto. Sono venuti a mancare 200 mln di potenziali ricavi.

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Nel dettaglio: “il 2019/20 si è chiuso a 855 milioni, contro i 990 del 2018/19, mentre i costi non si sono ridotti in proporzione (da 973 a 955).  La perdita netta di 97 milioni che ne è scaturita, in linea con la tendenza generale del calcio, non sarebbe poi neanche il principale problema. Semmai è la cassa la vera emergenza per tutti: il debito finanziario del Barça è quasi raddoppiato (da 271 a 480), quello ordinario (legato soprattutto ai trasferimenti dei calciatori) salito da 261 a 323. Il patrimonio netto si è ridotto da 133 a 35 milioni e andrà quasi certamente in negativo, viste le prospettive del 2020/21″, si legge nell’articolo del CdS. Il Barcellona ha rinviato il pagamento degli stipendi di questo mese ed ha trattato con i giocatori perché si potesse ridurre il monte ingaggi.

Il costo della rosa del club è di 671 mln, il doppio della Juve e quattro volte quello dell’Inter. E c’è da ridurlo se si considera che la Liga ha imposto un tetto salariale ai club spagnoli e quello del Barcellona non dovrebbe superare i 382 mln. 

(Fonte: Corriere dello Sport)

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