GdS – Inter-Milan, da Minaudo a Schelotto e Obi: tutti gli eroi inattesi del derby

Il quotidiano sportivo ripercorre la storia del derby e va a scovare tutti gli eroi insospettabili della sfida tra Inter e Milan

di Alessandro De Felice, @aledefelice24

E se il ‘Derby della Madonnina‘ non fosse deciso dai soliti? Da un parte Lukaku o Lautaro, dall’altra Calhanoglu o Ibrahimovic: no, non loro. “Un Calabria o un D’Ambrosio, ad esempio” spiega La Gazzetta dello Sport, che scava nel passato e trova i semplici comprimari che hanno fatto la storia della sfida tra Inter e Milan.

Alcuni dei più celebri? “Giuseppe Minaudo da Mazara del Vallo. Il 6 aprile 1986, in una confusa azione in area milanista, lui, entrato nella ripresa al posto di Marangon, piazza la zampata vincente e regala la vittoria all’Inter e la prima delusione al neopresidente rossonero Silvio Berlusconi. I tifosi nerazzurri lo eleggono a salvatore della patria, così come quelli rossoneri fanno con Walter De Vecchi che, il 18 marzo 1979, con il Milan sotto di due gol, costruisce un incredibile rimonta negli ultimi dieci minuti: doppietta e un posto d’onore nel Pantheon rossonero. Venendo a tempi più recenti è impossibile dimenticare la notte magica di Gianni Comandini che realizza due gol nel clamoroso 6-0 milanista dell’11 maggio 2001, oppure Ezequiel Schelotto che, su cross di Nagatomo, incorna il pallone del pareggio nerazzurro il 24 febbraio 2013, o ancora il grottesco gol di Cristian Zapata, al minuto 97, con gli interisti che si mettono le mani nei capelli dopo essere stati in vantaggio per 2-0“.

Nel 1985, l’intruso fu toccò a Vinicio Verza: “Maglia rossonera numero 7 sulle spalle. Sfrutta un disimpegno sbagliato degli avversari, supera con un pallonetto Zenga in uscita e deposita in rete con un colpo di testa. San Siro è ai suoi piedi, almeno per un giorno, che è lo spazio concesso agli eroi per caso. Come Silvano Villa, di mestiere attaccante: nella stagione 1975-76 con il Milan colleziona tre presenze, chiuso da Egidio Calloni che non era proprio un simil-Nordahl. Però in una di quelle tre presenze, il 7 dicembre 1975, timbra il gol della vittoria e diventa Superman (l’anno successivo sarà ceduto all’Ascoli…). Anche Lodetti, che non era un predestinato del gol (in 216 apparizioni con il Milan ne segnò solo 16), si prende il suo momento di gloria e all’Inter del Mago Herrera, vincitrice di Coppa Campioni e Coppa Intercontinentale, rifila addirittura una doppietta il 15 novembre 1964“.

E alcuni nomi sono ancora impressi nella mente dei tifosi: “Quelli di Cristiano Zanetti o di Andrea Seno, due mediani che vicino all’area di rigore avversaria ci arrivano per sbaglio. Oppure quello di Massimo Paganin, un difensore, che il 29 ottobre 1995 illude l’Inter contro il Milan di Capello, poi salvato dal genio di Savicevic. O, e questo in ordine di tempo è l’ultimo, il colpo di coda di uno cui proprio nessuno aveva pensato: Joel Obi, che il 23 novembre 2014 regala il pareggio ai nerazzurri dopo l’iniziale gol di Menez“.

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