RIVALI/ Ludogorets, Keseru: “Da bambino tifavo Milan. Inter? Dobbiamo dare il 150%”

RIVALI/ Ludogorets, Keseru: “Da bambino tifavo Milan. Inter? Dobbiamo dare il 150%”

Le parole dell’attaccante del Ludogorets ai microfoni della Gazzetta dello Sport

di Daniele Vitiello, @DanViti

Claudiu Keseru lancia la sfida all’Inter. L’attaccante del Ludogorets, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, si è proiettato al doppio confronto di Europa League con i nerazzurri di Conte.

Keseru, è pronto alla doppia sfida contro l’Inter?

«Certamente. Per me è quasi come un derby… Quando ero bambino mi piaceva tantissimo il Milan. Era la squadra di Van Basten, Gullit e Rijkaard che vinse la finale di Coppa dei Campioni 4-0 con la Steaua Bucarest. Nel 1989 avevo 2 anni e mezzo, mi ricordo i racconti che qualche anno dopo mi fece mio padre. Ora non vedo l’ora di poter giocare e magari segnare al ritorno a San Siro. È stato lo stadio di Ronaldo e di Shevchenko, due attaccanti straordinari».

Per caso ha visto la partita dei nerazzurri con la Lazio?

«Sì, e ho ammirato due grandi squadre, che non aspettano l’avversario. L’Inter praticamente non ha corso rischi prima del 2-1, la Lazio ha messo in pratica un’ottima strategia. I nerazzurri hanno giocatori potenti e in più hanno una grande storia alle spalle. Di loro dobbiamo temere proprio tutto».

E l’Inter che cosa deve temere del Ludogorets?

«Se devo essere sincero dico che non dovrebbero temere nulla… così è più facile per noi sorprenderli. Vogliamo vedere se possiamo competere davvero con i grandi club d’Europa. Di sicuro dobbiamo dare il 150%. In Europa League abbiamo sbagliato solo con l’Espanyol. Abbiamo qualità e organizzazione, sappiamo tenere il controllo del pallone: certo con l’Inter non sarà molto facile…».

Ha già segnato 16 gol quest’anno, compresi i 6 centri in Europa League: è lei la stella del Ludogorets?

«Il mio record è 32, ho ancora tempo per farne. Non sento il peso della responsabilità, non mi considero la stella della squadra. Sono importante come tanti altri: ognuno di noi si occupa degli altri e alla fine il risultato è ottimo. Se si pensa solamente a se stessi non si ottiene niente di buono, siamo tutti al servizio della squadra».

Vi chiamano la Juventus di Bulgaria. Come si vincono 8 campionati di fila?

«È sempre difficile, perché la pressione è sempre su di noi. Devi alzare sempre il livello, lavorare meglio e fare qualcosa di più per vincere ancora».

L’Inter non ha Handanovic: per voi è un vantaggio?

«Handanovic è un grande portiere che sa organizzare molto bene i movimenti della difesa e dirigere i compagni. Al di là di chi c’è in porta per noi sarà importante soprattutto arrivare negli ultimi 30 metri, crossare tanto, tirare, mettere pressione all’Inter per farla sbagliare».

Dell’attacco nerazzurro che cosa pensa?

«Lukaku e Lautaro sono speciali e nel 3-5-2 di Conte riescono ad essere complementari: questa è la forza dell’Inter, c’è una punta grossa e una che gira intorno che trova gli spazi. E c’è anche Sanchez: fortissimo anche se ha giocato poco».

Domani a Razgrad Eriksen potrebbe giocare titolare.

«Deve adattarsi senza fretta, non vedo nessun caso. Conte sa cosa può portare alla squadra: non è certo un problema di qualità, troverà il momento giusto per metterlo in campo».

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