Materazzi: “Mourinho era paraculo, inarrivabile nel creare empatia. Conte discutibile prima, ora…”

L’ex difensore dell’Inter ha parlato del suo passato in nerazzurro, della situazione di emergenza e della ripresa e anche di Mourinho

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Sui social durante una diretta Instagram, l’ex difensore dell’Inter Marco Materazzi e lo chef Oldani (tifoso nerazzurro) hanno parlato di tanti temi tutti a sfondi interista:

“Mourinho inarrivabile nel creare empatia. Primo allenamento, prima scappava la battuta, con lui tutti zitti. Ci disse che potevamo anche parlare, ma c’era quel timore reverenziale: lui era un nostro compagno. Scattò subito quell’empatia che ci deve essere in una squadra. Lui è paraculo, se vede che molli, ti mandava il messaggino se giocavi o no la domenica. Ti fa subito riattaccare la spina. Come lo faceva con me, lo faceva con tutti”.

Cosa porta Conte?
“La serietà di Conte è indiscutibile. Forse discutibile il suo passato, ma ora è diventato interista e mi sta simpatico. Ha ridotto il gap davanti, importante proseguire con le sue qualità e aggiungendo la qualità della squadra. Gli altri sono l’Inter del 2020, se l’Inter riesce ad avere 20 campioni riuscirà a fare grandi cose in Italia e in Europa. Noi siamo l’Inter. Stanno strutturando tutto, il centro sportivo… Tante cose come la Juve, una cosa che detesto dire, ma loro sono primi e sono da prendere come esempio su queste cose. L’Inter deve rimanere sempre l’Inter, ma deve adeguarsi. In futuro possiamo toglierci soddisfazioni, i cicli finiscono e finirà anche quello della Juve. 

Approccio diverso dopo la pandemia?
“Non penso si possa riprendere a breve. Il calcio ha grande interessi per questo ci sono queste attenzioni. Interessi molto grandi. Penso che si farà di tutto per chiudere questo campionato. Se non c’è la sicurezza e la tutela della salute è giusto chiudere”. 

Che rapporto hai con i tuoi amici francesi?
“Preferisco la cucina italiana, è più rustica. Io i francesi li amo. Frey è un amico, Dacourt anche, Zidane? Sono amico di tutti. Quello che è successo è passato, gli faccio i complimenti per quello che ha fatto prima, durante e dopo quella sera. So cosa ci siamo detti, non la vedo così grande com’è stata dipinta. Zidane protetto perché figlio della loro terra. Io fui massacrato, so quello che ha detto la gente e non lo dimentico. Io amo l’Italia e la difenderò sempre. Molta gente si è riempita la bocca e ha difeso chi non era italiano invece dovevano stare zitti e baciare dove passavo io visto che ho segnato in finale”.

Perché Mourinho non vince più?
“È poco che non vince. Ora ha una squadra giovane e ambiziosa, ha cambiato lo staff. Mi auguro che possa tornare a vincere presto, anche se non è facile in Inghilterra”. 

Dove conviene più giocare per un calciatore?
“In Premier ci sono più introiti. Io sono stato all’Everton, vedi un calcio diverso. Io sono innamorato del calcio italiano”.  

Su chi scommetteresti?
“Castrovilli, Bastoni e Barella che ha un grandissimo numero che deve onorare. Allenatori? Mi piace Gattuso che cerca in tutti i modi a far giocare le sue squadre, mi piace De Zerbi e anche D’Aversa. E poi i soliti: mi piace tantissimo Mihajlovic, è competente, sono innamorato di lui”.

Come ripartiremo col campionato?
“Può succedere di tutto. La Juve dovrà pensare anche alla Champions, anche se la vincono non potrà chiamare Champions… Si giocherà sempre in trasferta. Scherzo, però…”.

Lautaro?
Lautaro è fortissimo. Me l’ha raccomandato Milito, mi ha fatto vedere dove dormiva. Lo scorso anno era un po’ oscurato da Icardi, ha giocato poco e ha fatto tanto. Icardi è a Parigi, lasciamolo in pace. Ognuno deve andare per la propria strada, ognuno si assume le proprie responsabilità. Gli interisti non devono accanirsi, lui andrà dove vuole andare”. 

Sensazione quando sei arrivato alla Pinetina?
“Per il 23 ho dovuto aspettare che Brocchi andasse al Milan. Prima volta che sono andato Milano, il primo che ho incontrato è stato il Fenomeno. Io ero con lui a fare la visita medica, era il mio sogno. Non me lo sono goduto a pieno, ci avrei voluto giocare 3-4 anni prima. All’Inter era sempre un’emozione: Moratti, Prisco…”.

Cosa penso di Moratti?
“Mi ha dato tutto quello che poteva pera alzare quello che abbiamo alzato nel 2010. Ci ha dato tutto, non ci mancava niente, dovevamo solo andare in campo e vincere”.

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