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CdS – Palacio sarebbe servito, l’Inter gli voltò le spalle. Chissà con Spalletti…

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L'attaccante argentino torna a San Siro sabato sera e sfida il suo passato

Alessandro De Felice

Rodrigo Palacio torna a San Siro e sfida il suo passato. Sabato alle 20:45, l'attaccante argentino affronterà l'Inter con il suo Bologna e va a caccia della rivincita personale.

Il Corriere dello Sport ricordo l'addio turbolento del 'Trenza': "Estate 2017, Rodrigo Palacio è in scadenza di contratto con l’Inter. Nel caso in cui avesse messo insieme 25 presenze il rinnovo sarebbe stato automatico, ma i numeri sono più bassi e di conseguenza va eventualmente ridiscusso. Rodrigo e la sua famiglia stanno bene a Milano, la sensazione è che sarebbe rimasto volentieri se la società gli avesse regalato questa opportunità, ma alla fine l’Inter decide di non trattenerlo soprattutto per quella che è la sua carta di identità. Va detto che quando arriva Luciano Spalletti ad Appiano Gentile i giochi sono già stati fatti, e chissà come sarebbe andata a finire se fosse stato avvertito prima della separazione. Che Palacio sarebbe servito ancora a quell’Inter è poco ma sicuro, ma vai a sapere se i capi nerazzurri si sono pentiti di non avergli rinnovato il contratto alla luce del bendiddio che nel frattempo ha garantito al Bologna. Perché l’attaccante argentino di Bahia Blanca, che è la stessa città dove è nato Lautaro Martinez, è uno di quei calciatori che nascono campioni e tramontano da campioni. Ecco il motivo per il quale è sbagliato parlare di terza vita italiana per Palacio, dopo quella al Genoa e quella all’Inter, perché è vero che i numeri della sua carta di identità sono inevitabilmente cresciuti, ma è altrettanto vero che il Rodrigo di oggi almeno per il Bologna ha la stessa importanza di quello di ieri per l’Inter, forse addirittura anche di più. Non dimenticando, è evidente, che quello di ieri non avrebbe mai potuto giocare in questo Bologna".

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Il quotidiano aggiunge: "Domenica passata contro il Crotone, attorno alla metà del secondo tempo, Rodrigo si è avvicinato verso la panchina, una gamba dentro il campo e una oltre la linea, i sanitari gli hanno messo una bendatura rigida a una coscia e vi ricordate quali sono le prime due giocate che l’argentino ha fatto una volta tornato a giocare? Una scivolata e un allungo, avendo già dimenticato il motivo per il quale si era fermato. Perché Palacio potrà anche sbagliare un gol che sembra facile da fare, ma di sicuro non ti lascerà mai a piedi, andando sempre ad aiutare il compagno via via in difficoltà nella fase di non possesso e dando sempre ai centrocampisti e ai difensori una soluzione di gioco nella fase di possesso. La verità è che Rodrigo è un campione nella testa, e al di là di quella che è la sua carta di identità, almeno prima che arrivassero Lautaro e Lukaku, eccome se sarebbe servito ancora anche all’Inter. Che per fortuna del Bologna nell’estate del 2017 gli voltò le spalle, non rinnovandogli il contratto".

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