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Tardelli sull’Inter: “Rosa fantastica, servirebbe Locatelli. Lukaku unico al mondo, Eriksen…”

Le parole dell'ex Inter e Juventus in vista del big-match di domenica

Matteo Pifferi

Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Marco Tardelliha parlato così di Inter-Juventus in programma domenica sera:

«Inter-Juve sfida scudetto? Dipende per chi. Un pari o un k.o. dell’Inter andrebbe tutto a vantaggio del Milan. Il lavoro di Pioli sta ripagando alla grande. Arriverà fino in fondo. Dovrebbe solo avere un crollo improvviso, ma non succederà: è molto motivato e giovane».

Su chi puntava all’inizio?

«Sull’Inter. Ha tutto per vincere, s’è “rafforzata” uscendo dall’Europa. Le resta la Coppa Italia, ma non mi sembra il pensiero principale».

Conte lascia intendere che la rosa sia inadeguata.

«Credo abbia una rosa fantastica per la situazione in cui si trova. E non lo dico solo io».

Le critiche per le sostituzioni contro la Roma?

«Si può sbagliare. Però, avesse vinto, tutti avrebbero detto “bravo”. Sempre difficile dare risposte dopo. Lui vede i giocatori e sa cosa fare. Certo, l’uscita di Hakimi ha aiutato la Roma».

Come vede Pirlo allenatore?

«Benissimo. L’inesperienza non è un problema. Può diventare un ottimo tecnico, è calmo, sa gestire gli alti e bassi, tutte doti fondamentali in panchina. Ha solo bisogno di una società che lo aiuti e di una mano dagli anziani. La rosa è eccellente. Importante non gli creino dubbi e accettino tutte le sue scelte, se vogliono aprire un ciclo a lungo termine».

Sta sbagliando qualcosa?

«Ma doveva guidare l’Under 23 e l’hanno precipitato sulla panchina della Juve: inevitabile abbia qualche difficoltà. E poi Andrea è ancora “giocatore”: non capisce alcuni errori perché per lui era tutto facile. Ma non tutti possono essere alla sua altezza. Se supererà questa distonia farà un salto di qualità. L’importante è che gli facciano fare quello che pensa e vuole».

Se l’aspettava in panchina?

«E perché no? Era equilibrato, serio, già allenatore in campo. Prendeva in mano la squadra senza bisogno di dirglielo. Nell’Under 21 aveva due anni in meno di tutti gli altri, eppure faceva cose incredibili. All’Inter eravamo tutt’e due in un momento particolare e forse a volte non ci siamo capiti. Ma è un campione indiscutibile».

Potrebbero esserci problemi contro l’attacco nerazzurro.

«Senza De Ligt non è lo stesso. Deve affrontare un attacco eccezionale che vive sulle ripartenze, una situazione che la Juve soffre perché poco protetta. Lukakuè fortissimo, un punto di riferimento unico al mondo, e Lautaro sta crescendo attorno a lui. Si completano. Oltretutto la Juve non sa attendere ed è discontinua in alcuni giocatori. Chiesa non si è ripetuto col Sassuolo. Questione di età, ma Pirlo deve convivere con questa discontinuità».

I problemi dell’Inter?

«Farebbe molto comodo Locatelli accanto a Barella con Brozovic dietro. Sarebbe una mediana ideale».

No Sensi no Eriksen?

«Sensi ha dato tanto all’inizio, poi non ho capito perché sia scomparso al di là dell’infortunio. Con Eriksen non si sono trovati. Non c’è stata empatia. Forse non gli hanno dato le chance concesse ad altri, però lui poteva fare di più. Un peccato tenerlo in panchina. Probabilmente il problema è che era meno abituato alla tattica. In Premier League, malgrado i tanti tecnici stranieri, soltanto Guardiola ha veramente cambiato qualcosa».

Come finisce Inter-Juve?

«Le assenze di De Ligt, Dybala e Cuadrado, il più importante prima di uscire, in teoria sono gravissime. Vedremo in campo».

Scudetto a tre o lista ampia?

«Ampia. Non è un campionato bellissimo, ma non ne ricordo uno così interessante. Possono vincerlo almeno in sei. Voglio sempre vedere l’Atalanta, divertente, spettacolare, offensiva: ha risolto il problema Gomez, ritrovato il miglior Ilicic. Ha qualità da grande. Ogni tanto ha un piccolo calo ma recupera. Per me è da scudetto, anche se quelli abituati a vincerlo hanno più probabilità».

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