A Milano un capitano scappa, l’altro tira il gruppo. Media, a quando le scuse a Icardi?

Mauro Icardi sta dimostrando con i fatti il suo attaccamento all’Inter, in un periodo in cui da altre parti ci si dà alla fuga

Mauro Icardi non gode di buona stampa. Non gode di buona stampa nella puritana Italia, non gode di buona stampa nella pruriginosa Argentina. E così il cammino, per Maurito, è sempre stato in salita. In patria ha dovuto fare i conti con i continui gossip su sua moglie, che gli sono costati la Seleccion, complici le scelte cervellotiche del ct…Leo Messi. In Italia, invece, ha dovuto sempre fare i conti con una stampa timorata e puritana, che si scandalizzava per tatuaggi e docce senza veli, mai dando il giusto peso ai fatti.

E cosa dicono i fatti? I fatti dicono che Mauro Icardi fa il capitano dell’Inter, lo fa a modo suo ma lo fa con grande senso di responsabilità. Nessuno lo obbligava a telefonare a tutti i nuovi acquisti, nessuno lo obbligava ad accoglierli, nessuno lo obbligava a fornire loro un appartamento per facilitare il loro approdo a Milano e nessuno lo obbligava ad andare un giorno prima in ritiro per farsi trovare pronto, in testa al gruppo, all’arrivo di Luciano Spalletti.

Icardi non è Zanetti, Icardi non è Facchetti. Ma nell’epoca dei Fedez, fa sorridere che il suo impegno e la sua dedizione vengano misurate in base ai tatuaggi.

E’ molto felice con noi. Ormai è capitano da due anni e si comporta da capitano. E’ felice lui e siamo felici noi. Mauro è un capitano vero, anche se giovane. Ha chiamato Lautaro, ha ricevuto tutti i compagni, è il primo a spiegare l’Inter ai nuovi arrivati. E’ un grandissimo professionista, è concentrato solo sulla sua carriera”. Prendo in prestito queste parole di Javier Zanetti, uno che di fasce da capitano se ne intende.

Icardi non vuole essere un modello, fa il capitano con i pregi e i difetti di un ragazzo di 25 anni del 2018 (con 5 figli e zero presenze all’attivo nei locali notturni). Non fa proclami esagerati, non dichiara di voler “spostare gli equilibri”, alle cose formali ci passa 29 gol alla volta. E alla fine dell’anno aspetta la giusta ricompensa con il rinnovo e la voglia di restare, mentre altri capitani portati in trionfo scappano dalla porta secondaria e chiedono “in ginocchio” (cito da un giornale nazionale) di tornare a casa dalla Vecchia Signora.

I media che per tutta l’estate hanno sgranato gli occhi per le docce senza veli (rientra tutto nella logica dei Fedez e i soldi si fanno anche così, che ci piaccia o no), quando faranno un passo indietro e riconosceranno che è molto più capitano Icardi di quanto non siano alcuni esaltati colleghi? Rispondiamo noi: mai.

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  1. Bighez - 2 anni fa

    Bellissimo articolo!
    W il capitano

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  2. user-13554134 - 2 anni fa

    Braviiiii d’accordo con voi

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