Nome: Lautaro. Cognome: Martinez. Segni particolari? Non è Gabigol

Lautaro Martinez è sempre più convincente: l’Inter si gode l’attaccante argentino

Il calcio d’estate spesso trae in inganno ma le prime uscite della nuova Inter di Luciano Spalletti hanno strappato un sorriso convinto a tecnico, dirigenti e tifosi. Non tanto per i risultati, altalenanti e privi di grandi significati, quanto per la crescita esponenziale (e per esponenziale intendo minuto dopo minuto) dell’acquisto guardato con maggiore diffidenza dell’intera campagna nerazzurra.

Lautaro Martinez, soprannominato El Toro, viene dall’Argentina. Il Sudamerica, nel recente passato, ha già fatto scottare i tifosi nerazzurri, che si sono visti recapitare dal Santos il nuovo Ronaldo, presentato in pompa magna dallo sponsor nerazzurro, e poi hanno dovuto guardarlo fallire partita dopo partita (con tanto di bocciatura di ogni tecnico che lo abbia visto all’opera anche solo in allenamento).

E’ giusto non correre troppo con i giudizi su Lautaro Martinez ma una cosa sembra sotto gli occhi di tutti: non è Gabigol. El Toro ha fisico, tecnica (il lancio per Candreva in occasione del gol di Icardi contro lo Sheffield è per palati fini), caparbietà (se lo buttano giù si rialza come una molla) e voglia. Il soprannome El Toro sembra cucito perfettamente sull’ex punta del Racing Avellaneda.

Lautaro è stato mandato da Diego Milito, ha avuto l’approvazione di Javier Zanetti, il giudizio entusiasta di Carlitos Tevez. Se fossimo su Tripadvisor, le recensioni sul nuovo attaccante nerazzurro sarebbero da cinque stelle.

E il campo sta confermando le ottime impressioni. Lautaro sta dimostrando anche una certa duttilità, con Spalletti che lo sta testando anche come vice Nainggolan. E l’impressione è che, durante l’anno, l’argentino possa anche giocare con il belga alle spalle di Icardi, magari sacrificando un esterno.

Ma quello che più impressiona di Lautaro Martinez è la resistenza: difficile togliergli palla, ancora più difficile contrastarlo senza buttarlo giù. El Toro rispetta il suo soprannome, ha fame di campo e garra giusta. Spalletti se lo gode, gli interisti cominciano a sperare: stavolta il Sudamerica sembra essere stato terreno di conquista con i fiocchi.

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  1. user-13650886 - 2 anni fa

    lo sapevo.. mai avuto dubbi….

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