Il vuoto totale in casa Inter, in particolare in attacco, alle spalle di Marcus Thuram e Lautaro Martinez. Dietro i due centravanti titolari, stanno deludendo tutte le alternative, come evidenziato oggi da Tuttosport. Ecco il focus del quotidiano tra campo e mercato:


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TS – Inter, dietro la ThuLa c’è il nulla: a giugno rischiano tutti il taglio, anche Taremi
"Edin Dzeko non è un erede di Béla Guttmann e non ha lanciato nessuna maledizione contro l’Inter. Certo è che da quando Beppe Marotta - a malincuore - ha deciso di non rinnovargli il contratto in scadenza perché era ormai diventata “tossica” la convivenza con Romelu Lukaku, Simone Inzaghi non ha più avuto tre attaccanti titolari nel vero senso della parola. Quell’anno - stagione 2022-23 - proprio la staffetta tra Dzeko e Lukaku al fianco dell’intoccabile Lautaro fu la chiave per arrivare fino alla finale di Champions poi persa a Istanbul proprio perché Big Rom graziò il Manchester City sbagliando l’impossibile sotto porta, come più volte candidamente (o perfidamente?) ammesso da Pep Guardiola.
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In estate, è storia, Lukaku promise amore eterno all’Inter e l’Inter decise di non rinnovare il contratto a Dzeko puntando su un profilo più giovane (Marcus Thuram) ma poi, dopo il voltafaccia del belga, ha scelto al suo posto Marko Arnautovic, il primo “nuovo Dzeko” che non è lontanamente riuscito a ripetere quanto fatto dal fuoriclasse bosniaco.
Che fine ha fatto Arnautovic?
—La storia si è ripetuta in fotocopia quest’estate: Arnautovic è stato “degradato” nelle gerarchie alla quarta posizione per far spazio a Mehdi Taremi che al Porto, oltre a segnare valanghe di gol (31 nel 2022/23, 11 nell’ultima stagione alquanto tribolata tra Coppa d’Asia, un infortunio agli adduttori e l’ostracismo per il mancato rinnovo), per movenze ricordava proprio Dzeko. Problema è che finora l’iraniano è ancora a zero gol in campionato e con lui a braccetto c’è proprio Arnautovic. Così, anche se sembra quasi paradossale sottolinearlo, l’unico attaccante ad aver segnato una rete in Serie A oltre a Lautaro e Thuram è stato Correa che è pure l’unico giocatore in rosa ad avere il contratto in scadenza a giugno, visto che è tornato alla base con l’etichetta di esubero avendo rifiutato ogni soluzione propostagli dal club.
Cos'è successo col Bologna
—Emblematico quanto accaduto mercoledì con il Bologna, assente Correa per infortunio, Arnautovic è stato l’ultimo a iniziare il riscaldamento (e non è entrato), mentre Taremi - mandato in campo nel tentativo di segnare il gol da tre punti - ha dilapidato almeno un paio di buone occasioni. Inzaghi, in conferenza, gli ha dato una carezza («Secondo me è entrato molto bene, si è creato due occasioni che poteva finalizzare meglio. Ma ha dato una mano alla squadra, aveva fatto bene a Venezia e a Riad. E’ un ragazzo disponibile, che si impegna tanto, deve andare a casa con la coscienza tranquilla») però i suoi numeri sono sotto gli occhi di tutti e la sensazione - fondata - è che Taremi sconti il fatto di non giocare con continuità come sempre fatto in carriera. Questo, unito all’impatto con il calcio italiano, ha portato al corto circuito.
Anche Taremi rischia
—Vero è che pure i dirigenti si augurano che l’iraniano possa essere “l’acquisto di gennaio”, però - nel caso dovesse protrarsi la situazione - non si fa fatica a immaginare che a fine stagione venga tirata una bella linea alle spalle di Lautaro e Thuram, con annessa rifondazione della batteria degli attaccanti, magari affiancando ai due totem un paio di giovani che abbiano fame e accettino un periodo di apprendistato in nerazzurro. Bravissimo Inzaghi, come spesso accaduto negli anni nerazzurri, ad “aggirare” il problema grazie a un sistema di gioco fortemente codificato che ha permesso di ottenere 14 gol dai difensori (ultimi il “braccetto” Darmian a Venezia e Dumfries con il Bologna), certo è che visto il calendario nel prossimo mese e mezzo, fondamentale sarebbe per l’Inter che uno tra gli attaccanti alle spalle della ThuLa esca dal letargo. Perché, come ha dimostrato pure l’eliminazione dalla Champions a opera dall’Atletico Madrid nella stagione scorsa (quando all’andata si infortunò Thuram che fu rimesso in piedi per il match di ritorno ma a mezzo servizio), in Europa senza almeno tre attaccanti di primo livello è difficile fare strada", si legge.
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