È cresciuto a dismisura il valore di molti giocatori dell'Inter, se non tutti. Il focus odierno di Tuttosport è proprio sul lavoro di Simone Inzaghi alla guida dei nerazzurri.


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Inter, è Inzaghi la vera plusvalenza! Da Bisseck a Thuram, che boom dei valori di mercato
Inzaghi la vera plusvalenza
—"Non è dato a sapersi se Simone Inzaghi chiuderà pure la sua quarta stagione nerazzurra vincendo almeno un trofeo, ma una medaglia l’allenatore se l’è già messa al petto e riguarda una disciplina su cui le proprietà - in particolar modo i fondi di investimento - sono alquanto sensibili, ovvero la capacità di valorizzare il materiale umano a sua disposizione. La vittoria di Lecce, oltre a regalare all’allenatore un piccolo grande record (nessuno era mai riuscito ad arrivare a 200 partite vinte in Serie A in così poco tempo vale a dire 332 gare giocate), ha confermato l’esplosione di Denzel Dumfries autore del 5° gol nelle 7 partite giocate da inizio anno (4 di campionato, 2 in Supercoppa e 1 in Champions).
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Dumfries, che exploit
—Non si sa se nella psiche dell’olandese abbia influito pure la tranquillità raggiunta dopo aver firmato il rinnovo fino al 2028, fatto sta che - pur con caratteristiche diverse rispetto a Federico Dimarco - sulla corsia destra oggi Dumfries è un giocatore dominante. Questo perché, oltre a essere migliorato in modo esponenziale nella fase difensiva, oggi sa gestire al meglio le situazioni in attacco, là dove spesso in passato non riusciva a essere così determinante. Oggi il suo straordinario fisico da quattrocentista è un’arma per l’Inter e una possibile miniera qualora ci fosse la necessità di monetizzare da una sua eventuale cessione, magari in Premier: pagato 15 milioni, l’olandese ne vale - ragionando per difetto - almeno 40 alla luce pure del suo profilo da giocatore internazionale (non a caso un Dumfries ancora acerbo rispetto al giocatore odierno aveva fatto vedere il meglio di sé nelle Coppe Europee e soprattutto in Nazionale).
Boom Thuram!
—Lo stesso discorso vale per Marcus Thuram, arrivato a parametro zero dal Borussia Mönchengladbach grazie anche al corteggiamento del ds Ausilio e dal suo vice Baccin iniziato almeno due anni prima che le parti convolassero in matrimonio. Il cartellino è costato appena 8 milioni, vale a dire le commissioni versate al procuratore del francese che a Milano è stato “riprogrammato” da Inzaghi e dal suo staff (in tal senso vale ricordare lo “sciagurato” pre-campionato fatto da Thuram dopo il suo arrivo), trasformandolo in un attaccante totale, capace indifferentemente di muoversi come prima o seconda punta, scambiando posizione con Lautaro. I numeri del francese (14 gol e 7 assist nelle 28 gare stagionali giocate) rendono quasi “un’occasione”, la clausola da 85 milioni messa nel contratto ai tempi della firma con l’Inter.
Da Bisseck a Dimarco
—Stesso percorso di crescita avuto da Yann Aurel Bisseck, pescato dagli scout nerazzurri all’Aarhus capace in questa stagione di insidiare la titolarità a Benjamin Pavard: esplosione che ha attratto molti 007 dalla Premier a San Siro (su tutti West Ham e Tottenham), anche in questo caso un giocatore pagato 7 milioni oggi ne vale almeno 30-40. Il cerchio va doverosamente chiuso con Dimarco e Calhanoglu, pilastri ormai da anni dell’Inter inzaghiana. Però non va dimenticato da dove sono partiti: il turco era arrivato da svincolato dopo che al Milan non aveva mai trovato piena consacrazione, Dimarco era stato bocciato da Mancini e Conte perché non convinti dalla sua stazza non certo gladiatoria. Oggi l’esterno sinistro vale almeno 60 milioni, mentre Calhanoglu tra i 30 e i 40 soltanto perché l’8 febbraio compirà 31 anni. Anche in questo caso, l’eventuale plusvalenza andrebbe ascritta al lavoro fatto da Inzaghi e dal suo staff alla Pinetina. Un allenatore che, soltanto con questi cinque giocatori, ha accresciuto di almeno 200 milioni il patrimonio del club, oro che cola per Oaktree", si legge.
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