Eriksen-Conte, arriva il momento della verità. Ma c’è uno scenario che non è tollerabile

Christian Eriksen è diventato, pur senza chiederlo, l’emblema dell’Inter che potrebbe essere e non è: per lui arriva il momento della verità

di Daniele Mari, @marifcinter

Christian Eriksen e Antonio Conte. Lavorano entrambi per l’Inter ma sono più distanti che mai. Il danese, che ieri in 6 minuti è stato più pericoloso di tanti compagni nei restanti 84, sarà con ogni probabilità ceduto a gennaio.

Ceduto e sacrificato sull’altare dell’incompatibilità tattica con il suo allenatore. “Non è funzionale”, ha detto anche se non esplicitamente Beppe Marotta, trincerandosi dietro l’esempio di tanti bravi giocatori che non si sono adattati allo schema dell’allenatore di turno.

E probabilmente è vero: Conte non sa che farsene di Eriksen. Il ritmo compassato del danese, pur arricchito da giocate saltuariamente geniali, mal si sposa con il calcio tutta corsa e pressing che impone l’ex allenatore di Chelsea e Juventus.

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E allora l’Inter è chiamata ad una scelta. E la scelta è già stata fatta, con Eriksen praticamente accompagnato alla porta. Impensabile tenere a marcire in panchina un giocatore così, per di più il più pagato della rosa insieme a Lukaku. Meglio dirsi addio.

Ma dopo l’eliminazione dall’Europa, con le nubi che sono tornate scure sul futuro a lungo termine di Conte, è cominciato a balenare un quesito negli studi televisivi (anche in società?). Meglio dirsi addio o dirsi arrivederci?

Paolo Condò (il rappresentante della stampa italiana al Pallone d’Oro, non proprio l’ultimo della fila) ha suggerito, senza troppi giri di parole, all’Inter di prestare Eriksen e di farlo tornare a giugno. Praticamente lasciando intendere a chiare lettere un eventuale addio di Conte alla Milano nerazzurra la prossima estate.

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Ecco, qui è bene essere chiari. Molto chiari. La società è chiamata a fare una scelta e legittimamente farà la scelta che riterrà più opportuna. Ma c’è uno scenario che molti tifosi (giustamente) temono e che davvero non sarebbe tollerabile: vendere Eriksen per manifesta incompatibilità con Conte e poi separarsi dallo stesso Conte sei mesi dopo.

Questo non si potrebbe tollerare. Se la società è convinta di Conte, vada avanti con Conte a dispetto del malumore per il fallimento europeo ma vada avanti con Conte con prospettive che superino il mese di giugno 2021.

Se così non fosse, e quindi ci fosse anche un solo dubbio sull’eventualità di proseguire per il terzo anno, allora la cessione a titolo definitivo di Eriksen sarebbe un errore madornale. E il giudizio sul danese dovrebbe darlo l’eventuale prossimo allenatore nerazzurro.

La cessione di Eriksen (e non il prestito) dovrebbe valere come conferma di Conte. Se così non fosse, qualcuno dovrebbe spiegarci il senso della cessione. Che forse un senso non ce l’ha.

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  1. user-14286361 - 2 mesi fa

    Eriksen SOLO prestito secco fino a fine stagione per farlo giocare. Poi a casa Conte e riestro del fantasista.

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  2. furlanbluneri - 2 mesi fa

    Conte ha evidenti responsabilità sulla uscita da CL e EL e per alcuni recenti insuccessi (Finale EL 2020, e campionato). Preoccupa che parli di sfortuna e VAR (arbitri), in questo modo non trarrà insegnamenti dalle sconfitte. Invece dobbiamo sperare che a mente serena possa rimediare ad ancune inadeguatezze.
    Negli scontri diretti tra Inter, BM e SD, l’Inter non è mai stata sconfitta e ha ottenuto 6 punti; il BM 7 punti; lo SD 2 punti. E’ evidente che determinanti ai fini della uscita dalla CL sono state le due sconfitte con il RM. In quegli incontri a tradire (singoli errori fatali) sono stati Barella, Hakimi e Vidal. Anche Lukaku, stremato dal continuo impegno, ha contribuito con incidenti sfortunati. Conte consideri se opera le sostituzioni in modo adeguato.

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  3. furlanbluneri - 2 mesi fa

    Conte ha evidenti responsabilità sulla eliminazione e per alcuni recenti insuccessi (EL, e campionato). Preoccupa che parli di sfortuna e VAR (arbitri), in questo modo non trarrà vantaggi dalle sconfitte. Invece dobbiamo sperare che a mente serena possa rimediare.
    Negli scontri diretti tra Inter,BM e SD, l’Inter non è mai stata sconfitta e ha ottenuto 6 punti; il BM 7 punti; lo SD 2 punti. E’ evidente che determinanti ai fini della uscita dalla CL sono state le due sconfitte con il RM. In quegli incontri a tradire sono stati Barella, Hakimi e Vidal. Nella finale di EL e in

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  4. furlanbluneri - 2 mesi fa

    Conte ha perfettamente ragione a lamentarsi che le altre squadre cambiano il proprio modo di giocare quando incontrano l’Inter. Se questi avversari fossero veramente sportivi, dovrebbero chiedere a lui (Antonio Conte) come giocare quando incontrano l’Inter, in modo da prestarsi a sconfitte dolorose, ma onorevoli.
    Migliorare la qualità della rosa? Credo che se gli comprano Me3ssi, Conte preferisca Gagliardini. Un buon giocatore, generoso, ma non sarebbe schierato da nessun team di CL.
    Cambi: l’insistenza dsu Lukaku, un grande sia chiaro, ci è costata la sconfitta della finale di EL e probabilmente la mancata vittoria con lo Shakhtar.

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  5. user-13703196 - 2 mesi fa

    Alla luce dei TITULI VINTI, c’è solo una CESSIONE da fare e che abbia un senso, quella di CONTE !!!!! E A SEGUIRE, QUELLA DI MAROTTA !!!!

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