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Eriksen, temo il Pirlo bis! Ha battuto De Bruyne e Hazard. Di certo parla troppo ma…

L'editoriale di Alfio Musmarra per Fcinter1908: Christian Eriksen è al centro di ogni discorso in casa Inter. Cosa fare con il danese?

Alfio Musmarra

"Non ha mai giocato una partita intera quest’anno, mai 90’. Solo in due occasioni è rimasto in campo per più di un’ora (Fiorentina e Borussia M.). Numeri impietosi che raccontano quanto poco feeling ci sia oggi tra l’ex Spurs e l’Inter.

"Ognuno può farsi le proprie idee e non sono certo qui a indorarvi la pillola. Di sicuro la scelta di prenderlo è stata un’occasione che sulla carta andava fatta a priori per le qualità di un giocatore che ha sempre dimostrato dati alla mano di essere un top player.

NUMERI MOSTRUOSI

"2013/2014 Eriksen si classifica al primo posto per assist: 62. SESSANTADUE! Davanti a De Bruyne ( 60) e David Silva (59). Sempre nella stessa stagione è al primo posto per occasioni create ( 571), davanti ad Ozil (551) ed un certo Hazard ( 520). Sempre nella stessa stagione è il primo per gol da fuori area (23), per punizioni gol ( 8). Senza annoiarvi con i numeri è giusto ricordare qualche altro dato:

"Stagione 16/17:  47 presenze    8 gol   16 assist

"Stagione 17/18:  48 presenze  12 gol  23 assist

"Stagione 18/19:  51 presenze  10 gol   17 assist

"Stagione 19/20:  54 presenze    7 gol     6 assist

"Inutile negare che tutti ci saremmo aspettati qualcosa di più, anzi molto di più. Di sicuro avrà avuto tutte le attenuanti del caso arrivando in un periodo molto complicato ed il suo adattamento all’Italia ed al calcio italiano non è stato agevolato ma anche lui non è parso metterci anima e corpo.

"Dati alla mano non ha mai avuto continuità di utilizzo, non è mai stato messo in condizione giocare con continuità per un medio periodo, ma va tenuto conto anche delle difficoltà oggettive in cui si è trovata l’Inter, sia di rendimento che di risultati ma soprattutto anche sotto il profilo dell’equilibrio in campo.

"Ad oggi è a tutti gli effetti bocciato. E non avranno fatto piacere in società le continue esternazioni del giocatore che dal ritiro della propria nazionale non ha mai evitato di scaricare le responsabilità del poco minutaggio sull’allenatore, dimenticando però di assumersi le proprie su prestazioni oggettivamente non all’altezza.

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CEDERE ERIKSEN: SAREBBE LA DECISIONE GIUSTA?

"Ad oggi non si può dire che sia stato un acquisto azzeccato ma ha senso cederlo o avrebbe più logica tentare in tutti i modi di trovargli una collocazione tattica? Che so, magari da mezzala in un centrocampo a 5, o facendolo giocare con continuità sia a livello di partite che di minutaggio, senza  sostituirlo sistematicamente?

"Anche per trasmettergli quella fiducia che forse si ha con altri elementi nonostante un avvio di stagione non certo brillante (vedi Kolarov e Vidal)?

"Forse sì, perché oggi l’argentino sarebbe più funzionale al gioco di Conte, più abituato al calcio italiano oltre al risparmio economico. Ma resta comunque un enorme azzardo. Perché si rischierebbe di scambiare un giocatore ‘normale’ come Paredes con uno ( Eriksen) che dati alla mano ha dimostrato di essere abbondantemente sopra la media, esclusa l’ultima stagione al Tottenham, dove a causa della sua decisione di andare in scadenza ha avuto scarso minutaggio.

IL PIRLO BIS DA EVITARE AD OGNI COSTO

"Ho il timore e forse anche il terrore che si possa verificare un Pirlo bis, o un Seedorf bis giusto per intenderci. Proprio in questo senso sono dell’idea che contro il Torino poteva essere l’occasione per rilanciarlo, in una mediana orfana di Brozovic per consentirgli dimostrare sul campo ciò che sostiene a parole in nazionale. Del resto sull’altra sponda del Naviglio abbiamo degli esempi sotto gli occhi. Calhanoglu e Kessie sono stati ampiamente criticati, salvo poi diventare due colonne del centrocampo ad oggi insostituibili.

"Forse, Eriksen col Torino paga le sue dichiarazioni che sanno quasi di sfida al tecnico o forse no, ma di sicuro se davvero non giocasse col Torino sarà difficile vederlo tre giorni dopo in Champions nella decisiva sfida col Real Madrid. Difficile da accettare per lo standing di un elemento che di esperienza internazionale ne ha da vendere del resto lui e Vidal sono gli unici ad aver disputato una finale insieme a Perisic ovviamente. Ma qui ci fermiamo, perché poi non basta un’etichetta, non bastano le statistiche.

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