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Inter, dal paradosso offensivo all’ammissione di Conte: un altro Derby per la vera svolta

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Cresce l'attesa per il derby di Coppa Italia in programma questa sera e che mette in palio il pass per la semifinale

Matteo Pifferi

Cresce l'attesa per il derby di Coppa Italia, in programma questa sera e che mette in palio il pass per la semifinale della manifestazione. Ma c'è di più. Un passaggio del turno (ri)darebbe all'Inter quella vera e autentica consapevolezza nei propri mezzi dopo il deludente pareggio contro l'Udinese.

Antonio Conte adotterà un moderato turnover anche perché l'obiettivo numero 1 è il campionato, il cui esito peserà in maniera preponderante sulla valutazione complessiva della stagione. Ma il tecnico, per cercare di dimenticare e far dimenticare l'eliminazione prematura dalla Champions, ha tutto a disposizione per ambire a riportare un titolo in bacheca all'Inter. Per farlo, oltre allo Scudetto, la via secondaria (ma non alternativa) è la Coppa Italia che ripropone la sfida al Milan, contro cui, per ora, i nerazzurri si stanno imbattendo in campionato. Ma c'è un aspetto che deve essere assolutamente migliorato tra i nerazzurri perché, se si ripesca quanto dichiarato da Conte nel post-partita di Inter-Milan di inizio campionato, si evince come, in un aspetto particolare, l'Inter non sia ancora maturata.

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"Dispiace aver perso una partita secondo me ben giocata da parte nostra, abbiamo creato tantissime situazioni per fare gol. Abbiamo commesso due disattenzioni sui loro gol, poi abbiamo avuto tantissime occasioni per pareggiare e vincere la partita. In ogni partita creiamo tante situazioni per fare gol, dobbiamo essere più bravi, più cinici, più cattivi per sfruttare queste situazioni, ma non ho niente da rimproverare ai ragazzi, l'atteggiamento è stato positivo, hanno lottato per raggiungere quanto meno il pareggio. Ma noi la partita l'abbiamo fatta, abbiamo creato tante occasioni, se le avessimo sfruttate parleremmo di bella Inter", parola di Antonio Conte. Sono passati oltre tre mesi dalla sfida ma l'Inter, tra alti e bassi fisiologici, è ancora questa: nonostante il miglior attacco della Serie A, la Beneamata capitalizza sicuramente meno di quanto effettivamente crei e, dall'altro, viene quasi sempre punita al primo tiro o errore difensivo. Per ambire a vincere un titolo - anche per questo, due anni fa, la società ha puntato su Conte -, è necessario attivare quel click mentale ed essere più lucidi nelle scelte in campo, visto che la qualità non manca.

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