L’intervento di Moratti, Paolillo presidente: quando lo Spezia era una succursale Inter

I destini dei due club si sono strettamente intrecciati agli inizi degli anni Duemila

di Fabio Alampi, @FabioAlampi
Massimo Moratti

L’Inter di Antonio Conte, reduce da cinque successi consecutivi in campionato, punta ad allungare la propria striscia vincente contro lo Spezia. Una sfida inedita in Serie A, contro una debuttante assoluta che si sta giocando al meglio le proprie chance di salvezza, con coraggio e idee interessanti. L’ultimo precedente tra le due squadre risale all’agosto del 1989, primo turno di Coppa Italia: i nerazzurri si imposero per 1-0 grazie alla rete di Klinsmann, alla sua prima gara ufficiale con la maglia interista. Eppure c’è stato un tempo in cui i destini di Inter e Spezia si sono incrociati profondamente, sia a livello societario che per quanto riguarda i giocatori.

Vincenzo Italiano, Spezia
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L’INTERVENTO DI MORATTI – L’Inter cominciò a guardare con interesse verso lo Spezia nel 2002: la dirigenza nerazzurra, nell’ottica di un progetto di crescita dei propri giovani, cercava un club che potesse consentire ai migliori talenti del vivaio interista di debuttare nel calcio “dei grandi” senza troppe pressioni, in un campionato più competitivo di quello Primavera, creando una vera e propria società satellite. La scelta ricadde sullo Spezia, al tempo militante in Serie C1 e in cerca di nuovi soci: l’Inter di Massimo Moratti colse l’occasione e acquistò il 30% del club ligure, dando il via a una solida partnership sia societaria che tecnica. Nel 2003 Piero Ausilio, ai tempi responsabile del settore giovanile nerazzurro, viene nominato direttore sportivo dello Spezia, e un anno dopo Ernesto Paolillo diventa presidente del club ligure.

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SUCCURSALE – Comincia così l’approdo allo Spezia in dosi massicce di giovani provenienti dal settore giovanile dell’Inter: si comincia nel 2002 con il portiere Cordaz (oggi al Crotone), il centrocampista Quadri e due attaccanti macedoni, Aco Stojkov e, soprattutto, Goran Pandev. L’anno successivo arrivano il francese Moreau, Napolitano, Pinto Fraga e Mattia Altobelli, figlio di Spillo. Nel 2004, oltre al ritorno di Cordaz, prendono la via di La Spezia anche Dellafiore, Beati e Meggiorini, imitati più tardi dall’attaccante nigeriano Eliakwu e dall’uruguaiano Ribas. L’impegno dell’Inter progressivamente venne meno, e il club ligure prese altre vie. Fino allo storico approdo in Serie A di questa estate.

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