Zanetti: “Difficile pensare a una ripresa. Lautaro? Patrimonio Inter, è felice e spero resti”

Zanetti: “Difficile pensare a una ripresa. Lautaro? Patrimonio Inter, è felice e spero resti”

Il vicepresidente dell’Inter ha parlato a Sky Sport della situazione di emergenza e delle strategie future del club nerazzurro

di Andrea Della Sala, @dellas8427

Intervenuto a Sky Sport, il vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti ha parlato del momento di estrema emergenza e degli scenari futuri intorno al club nerazzurro:

“È una situazione drammatica, molto difficile in tutto il mondo. Sta colpendo tante popolazioni, non va assolutamente sottovalutata, noi per primi avendo anche la proprietà cinese e vedendo cosa accadeva in Cina ci siamo resi conto che era una cosa molto grave. Poi è arrivata in Italia, con tanti deceduti e tante persone che stanno lottando per vivere. Oggi pensare alla ripresa è molto difficile, in questo momento fino al 13 aprile dobbiamo restare a casa. Dopo si parla di un rientro graduale ed è difficile pensare a una ripresa, chi dovrà prendere le decisioni per il calcio dovranno stare molto attenti. Si tratta della salute, bisogna capire anche l’aspetto psicologico dei calciatori, come torneranno. C’è grande preoccupazione, sono esseri umani e hanno delle famiglie. Io sono a casa coi miei figli che hanno la scuola on line, io lavoro da qui. Sono in contatto col mister, con Lele, coi giocatori. Sto cercando di contribuire anche coi nostri partner”. 

Il Belgio ha sospeso definitivamente il campionato assegnando il titolo al Club Brugge. Che ne pensi?
“Mossa comprensibile. Fino al 13 aprile siamo in casa, poi speriamo che questa situazione possa migliorare. È un momento importante per riflettere su tante cose. Stiamo capendo anche tante cose, servirà a tutti quanti, a tutto l’ambiente calcistico”.

Ipotesi tre squadre (Juve, Lazio e Inter) che si giocano lo scudetto. Che ne pensi?
“Penso che trovare una formula è complicato. Le semifinali di Coppa Italia e le finali e le coppe internazionali c’è più tempo. Bisogna vedere quando si potrà giocare e stare attenti a non compromettere la prossima stagione. Non è semplice prendere una decisione, speriamo che verrà fatta la scelta giusta”. 

Quale partita e allenatore ti è rimasto di più nel cuore?
“Scegliere una partita è difficile. Ricordo la mia prima partita all’Inter, era un sogno, davanti alla mia famiglia, la prima volta che calcavo il campo di San Siro; potrei dire anche la finale di Coppa Uefa dove ho segnato. Allenatori tanti, di ognuno ho preso qualche spunto, se devo dirne uno per quello che abbiamo fatto direi prima Simoni e poi Mourinho. Con lui abbiamo fatto qualcosa di straordinario”.

Un aneddoto sulla finale di Madrid?
“Momento di grande emozione. A me piace ricordare il percorso per arrivare a Madrid, a Kiev eravamo fuori dalla Champions e abbiamo rimontato una partita importantissima. La partita soffertissima a Barcellona, dopo l’andata esaltante. Il ritorno è stato difficile, quando la guarda ancora soffro, una partita infinita. La notte di Madrid… Abbiamo coronato un sogno che inseguivamo da tanto tempo. A 37 anni era la mia ultima possibilità di alzare questo trofeo ed è capitata nel momento più felice della mia carriera. Facevo 700 partite con l’Inter e vincere quella finale è stato indimenticabile”.

Qual è l’avversario più forte che hai affrontato?
“Ne ho affrontati tanti. Per dire uno… Messi nelle due semifinali di Champions. Ricordo una partita con la Juve, Simoni mi aveva detto di marcare a uomo a Zidane. Togliergli la palla era molto complicato, è stata una partita in cui sono dovuto stare molto concentrato per non fargli fare le sue giocate. Poi abbiamo vinto 1-0”.

Cosa contraddistingue l’Inter dagli altri club?
“Per me l’Inter è stata la cosa per la quale mi sono sentito subito identificato. Un senso di famiglia, l’Inter cade ma ha sempre la forza per rialzarsi, questo fa parte del nostro dna. L’Inter è anche responsabilità sociale, guarda sempre il modo in cui può aiutare. Sono valori molto importanti da trasmettere”. 

Percentuale di permanenza di Lautaro all’Inter?
“Mi fa un enorme piacere parlare di Lautaro. Quando lo abbiamo preso lo seguivamo da tempo, era il più promettente del calcio argentino. Parlando con Milito poteva avere un futuro importante. Fa parte dell’Inter, è cresciuto tantissimo, punto fermo dell’Argentina. Lo vedo allenarsi felice coi suoi compagni, con l’Inter. Mi auguro che resti all’Inter, è un nostro patrimonio insieme ad altri ragazzi è cresciuto tantissimo”. 

Tra Henry, Bale, Cr7 e Messi chi ti ha messo più in difficoltà?
“Tutti. Sono grandissimi campioni, mi ricordo una partita contro l’Arsenal e ho avuto un uno contro uno con Henry, l’ho inseguito ma non sono riuscito a contrastarlo. Era un giocatore difficile da marcare”.

Bergomi è il compagno più forte con cui hai giocato?
“Ronaldo aveva una grande classe e tanta qualità. Ho avuto la fortuna di giocare anche con Messi, credo che questi due giocatori siano i più forti con cui ho giocato”.

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