Il giornalista Paolo Condò, sulle pagine del Corriere della Sera, ha parlato del pareggio ottenuto ieri a San Siro dall'Inter con il Bologna:


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Condò: “Inter, primo tempo a 4 ruote motrici. Poi il problema dei cambi: 11 più forte, ma…”
"C’è molto Bologna dentro allo scatto mancato dall’Inter. C’è la crescita costante di una squadra che ha usato la Champions per accelerare l’apprendimento, e all’alba del girone di ritorno è un convitato di cui tenere assolutamente conto nella corsa all’Europa che conta. Un bellissimo primo tempo aveva permesso all’Inter di rimontare e staccare questo Bologna, ma non abbastanza da dissuaderlo a battersi, che poi è il vero dato saliente di una strana stagione: non si arrende nessuno — e questo è il bello — perché nessuno dà la sensazione di essere fuori portata, e questo è ciò che manca alle grandi. Ma quella che ha forzato il primo tempo portandolo dalla sua parte è stata un’Inter a quattro ruote motrici, per non dire a quattro punte vista la proiezione continua di Dumfries e Dimarco per una heat map che testimoniava di un 3-3-4. La qualità tecnica e dinamica degli esterni, la potenza creativa di Thuram, il ritorno a standard elevati di Lautaro: l’Inter delle star ha trascinato i titolari di giornata, e pescando il 2-1 nel minuto di recupero il dado sembrava tratto".
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"Ma è allora che si è riproposto il problema non nuovo dei cambi. Sulla carta l’Inter ha due squadre abbondanti, come Conte non manca di ricordare ogni volta che può perché anche di mind games è lastricata la via per lo scudetto. Nella realtà, le partite in cui già manca qualche titolare (ieri Calhanoglu e Mkhitaryan) denudano una panchina misteriosamente impoverita. Taremi non è mai stato Lewandowski, ma nel Porto era un centravanti freddo e affidabile, uno che i gol «facili» li segnava a occhi chiusi: ieri ne ha mancati due elementari, primo responsabile della vittoria frustrata. I languori di Frattesi sono noti, ma non è certo l’incursore esangue di ieri a essere il sogno proibito di tutte le concorrenti dell’Inter. E poi Carlos Augusto non aggiunge più granché, Buchanan si palleggia sui piedi, difficile dire se il problema sia Inzaghi che facendoli giocare poco non li porta al ritmo necessario, o se sia il loro calo di qualità a consigliare Inzaghi a farli giocare poco. Uovo o gallina che sia, siamo alla partenza della lunga volata verso gli obiettivi di primavera, e l’Inter ieri ha perso il vantaggio virtuale che aveva sul Napoli. Col recupero di Firenze potrà al massimo raggiungerlo, e la stessa Atalanta — che temeva l’allungo — sospira di sollievo per essere rimasta ben dentro la corsa. A livello di primi undici l’Inter è certamente la più forte. Ma se si allarga l’inquadratura, l’immagine è più sfuocata".
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