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Capello: “Lautaro capitano vero. Barella la miglior mezzala italiana. Calhanoglu e Marotta…”

Capello: “Lautaro capitano vero. Barella la miglior mezzala italiana. Calhanoglu e Marotta…” - immagine 1
Intervistato da SportWeek, Fabio Capello assegna le sue statuette ai protagonisti della stagione
Gianni Pampinella Redattore 

Intervistato da SportWeek, Fabio Capello assegna le sue statuette ai protagonisti della stagione, undici nomi per una squadra di campioni, ciascuno nel suo ruolo, dal portiere al... dirigente. La statuetta del migliore va a Lautaro Martinez: "Capitano vero, non per la fascia al braccio ma perché come tale si è comportato in ogni momento. Leader positivo, trascinatore in campo e nello spogliatoio. Il fatto che rinnovi il contratto dimostra il suo attaccamento a società, squadra e tifoseria. Ha segnato 24 gol in campiona- to, ma è stato utilissimo anche per i suoi movimenti, per il pressing che porta sui difensori, per come fa giocare i compagni. Fa tutto quello che deve fare un attaccante moderno. Giocatore completo e uomo copertina della Serie A appena conclusa".

Capello: “Lautaro capitano vero. Barella la miglior mezzala italiana. Calhanoglu e Marotta…”- immagine 2

Calhanoglu miglior centrocampista: "Oltre a dirigere la squadra con grande intelligenza tattica e visione di gioco, si è anche preso la responsabilità di calciare i rigori. È arrivato a sedici di fila trasformati, non è mica poco: il rigore sembra facile, ma solo quando si segna. Ci vogliono personalità, freddezza e grande fiducia in se stessi, per andare sul dischetto".


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Barella l'uomo squadra: "L’interista è l’uomo che incarna lo spirito combattivo di una squadra, in campo la sua personalità si sente moltissimo. È un leader con qualità tecniche, certamente la miglior mezzala italiana in questo momento. Un altro che mi piace molto è l’atalantino Ederson: corre, contrasta, imposta, si inserisce. Nella costruzione di una squadra, da allenatore sarebbe la mia prima scelta".

Beppe Marotta il miglior dirigente: "Chi se non lui, capace di tenere la barra dritta in un momento di difficoltà finanziarie del club. Tanto capace da far credere che quelle difficoltà sembrava che neanche esistessero".

(SportWeek)

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