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CdS – Inter, prossimo mercato sarà a saldo zero. Vendere un big? Cosa filtra

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In attesa di conoscere il futuro dell'Inter, ecco il focus del Corriere dello Sport sulle strategie di mercato di Marotta e Ausilio
Alessandro Cosattini Redattore 

Due colpi in chiave mercato sono già stati chiusi in casa Inter. In attesa di conoscere il futuro del club (il debito con Oaktree scade il 20 maggio), ecco il focus del Corriere dello Sport sulle strategie di Marotta e Ausilio.

C’è da dire che Marotta e Ausilio si sono portati avanti. Ad un organico da scudetto (dominato), hanno già aggiunto due pedine del calibro di Zielinski e Taremi. Insomma, la rosa nerazzurra è già stata rinforzata. E l’idea era di proseguire su questa linea, individuando necessità e ulteriori obiettivi di mercato. Senza trascurare, peraltro, l’opportunità di garantire continuità attraverso i rinnovi di contratto di due elementi cardine come Lautaro e Barella, ovvero capitano e vice-capitano. Le grandi manovre, però, sono finite in stand-by. O meglio, Marotta e Ausilio continuano ad essere operativi, tengono in piedi tutto quanto è stato abbozzato, portano avanti i discorsi già avviati, non possono però affondare il colpo e chiudere i giochi aperti. 


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I paletti di Oaktree

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Del resto, ci sono obblighi che vanno oltre. Con una scadenza così ravvicinata, non può bastare il via libera di Zhang per firmare i contratti o concludere accordi. Ed il motivo è abbastanza chiaro: non è scontato (anzi) che ci sarà ancora lui nella cabina di comando dopo il 20 maggio. Tre anni fa, quando ha concesso il prestito di 275 milioni diventati 375 con gli interessi (tasso annuo al 12%), Oaktree ha preteso di inserire una serie di paletti e di “covenant” della gestione del club. E, non a caso, nel CdA nerazzurro, sono presenti due membri vicini al fondo americano: si tratta del notaio Marchetti e del manager Carassai, entrati come indipendenti. Ora più che mai, insomma, ogni mossa, ogni movimento viene vagliato e valutato. Ed è inevitabile che quanto possa alterare in maniera sostanziale lo status del club non abbia il semaforo verde.  

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Mercato a saldo zero

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L’esempio migliore sono proprio i già citati rinnovi di Lautaro e Barella. Al di là di intese ancora da raggiungere in tutti i loro dettagli, l’aumento dei rispettivi ingaggi andrebbe inevitabilmente ad alzare il monte ingaggi della rosa, incrementando i costi per gli anni a venire. Ebbene, non è questo (ancora) il momento di certificare questo genere di accordi. Proprio perché, dopo il 20 maggio, alla guida del club ci potrebbe essere un nuovo proprietario - la stessa Oaktree o un soggetto del tutto nuovo -, che, magari, avrà piani e intenzioni differenti. Vale pure per l’intero mercato. Ad oggi l’indicazione è che, pur non essendoci la necessità di vendere alcun pezzo pregiato, dovrà in ogni caso essere a saldo zero. Significa che per comprare (Gudmundsson o Raspadori ad esempio), occorrerà vendere. Un eventuale nuovo azionista, però, potrebbe anche volere dare un’immediata accelerazione alla sistemazione dei conti. Potrebbe non accontentarsi, ad esempio, di chiudere con una quarantina di milioni di perdite, preferendo avvicinarsi subito al pareggio. E così lo stallo diventa inevitabile”, si legge.

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